domenica 27 maggio 2018

Don Josef Toufar martire: "Qui nel tabernacolo c’è Uno che non conoscete il nostro Salvatore"

Durante le grandi persecuzioni anti cristiane dell'epoca moderna (rivoluzione francese; nazismo; comunismo; persecuzione liberale anti-cattolica in Messico; persecuzione comunista anti-cattolica  in Spagna ecc ecc) gli uomini empi hanno sempre travestito la menzogna con le vesti della verità.
Qualcosa di simile, anche se in un modo più soft, accade nella nostra "civiltà" occidentale sostanzialmente scristianizzata e atea  divenuta la "
culla di un terrorismo etico e morale più virulento e più distruttivo del terrorismo islamista" (Cfr.Card.R.Sarah a Chartres QUI )
Ma, stiamone certi: "
Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre,i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. Beata la nazione il cui Dio è il Signore,il popolo che si è scelto come erede"( Salmo 32 ). 
La luce di Cristo Risorto dissipa le tenebre della menzogna: non appena le popolazioni che sono state troppo tempo sotto la gogna repressiva dei regimi comunisti hanno riacquistato la libertà hanno ripreso la pubblica venerazione dei Martiri che non esitarono a dare la propria vita per Cristo Gesù : Via, Verità e Vita.
La venerazione e la conoscenza degli atti eroici dei Martiri della Fede dell'epoca comunista giovano profondamente per la nostra sopita e sterilizzata spiritualità onde avere  una maggiore consapevolezza dell'adorazione della Santissima Eucaristia che ha confermato nella fede ed ha fatto resistere contro la violenza dei persecutori tanti bambini, adolescenti, donne e uomini che Dio ha "
saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto" (dal Libro della Sapienza).
Santi Martiri di Cristo pregate per la Chiesa in questo momento storico "di turbolenze, bruttezza e tristezza" affinchè possa continuare a " mettere concretamente Dio al centro della propria vita" e sperimentare "l’unica gioia che non passa mai" (Cit.Omelia Card.Sarah QUI);


Don Josef Toufar martire della Croce


11 dicembre 1949 – Terza Domenica d’Avvento. Il parroco di Cíhošt (un paese dell’allora Cecoslovacchia), Don Josef Toufar, sta già praticamente finendo l’omelia domenicale. La chiesa è piena di fedeli che la stanno seguendo con attenzione.


“In mezzo a voi c’è Uno che non conoscete”, e indica il tabernacolo con queste parole:

“Qui nel tabernacolo c’è il nostro Salvatore, lì vive, palpita e aspetta noi peccatori il misericordioso Cuore del Salvatore”.

Circa 20 persone tra i fedeli seguono con lo sguardo dove ha indicato il parroco e con stupore osservano come la croce sopra il tabernacolo inizia a muoversi da sinistra a destra, ripetendo questo movimento varie volte e rimanendo alla fine leggermente inclinata indicando il pulpito da cui predicava Don Josef. 
Egli non si rende conto di nulla, visto che è di spalle, e prosegue la celebrazione della Messa. 
Se ne renderà conto il giorno successivo, quando ormai lo sa tutto il paese.

Lo stesso fatto si ripete durante la Messa del 25 dicembre. 
A Don Josef costa credere che nel suo piccolo paese possa avvenire

mercoledì 23 maggio 2018

L'esodo dei Cristiani dal Medio Oriente "1400 anni fa, abbiamo perso l’uso del nostro linguaggio aramaico a causa delle conquiste musulmane"


Vita e morte dei cristiani d’Oriente

“Se la situazione rimane come è ora, i Cristiani del Medio Oriente scompariranno in un decennio, anche in Libano”

Mons Saliba, tuttavia, non è un pessimista. 
È un uomo tenace di forza e fede. Originario della Siria, appartenente ad una comunità vittima di massacri e spostamenti, è più consapevole di altri della fragilità dei cristiani in Medio Oriente.

“Il 70% dei cristiani siriani hanno lasciato il paese dall’inizio della guerra nel 2011. 
Il paese aveva più di due milioni di cristiani di tutte le comunità. 
Vivevano principalmente ad Aleppo, Damasco, Wadi al-Nassara e Hasakah (zona conosciuta nel mandato francese come al-Jazeera, e che comprendeva una serie di minoranze).

L’85% dei cristiani in Iraq, che nel 2003 erano circa 1,5 milioni alla caduta di Saddam Hussein, non vivono più nel loro paese. 
Il loro esodo si è accelerato con l’arrivo di ISIS nel 2014.

lunedì 21 maggio 2018

Gaudeat Mater Ecclesia: diretta TV il Pontificale da Chartres


Diretta TV del Pontificale del Lunedì nell'Ottava di Pentecoste a chiusura del Pellegrinaggio ( dei giovani) Parigi-Chartres officiato dal Cardinale Robert Sarah

cliccare QUI

L'Omelia del Cardinale QUI

venerdì 18 maggio 2018

Sabbato in Vigilia Pentecostes: "Che cosa ci fa "l'uomo al centro?"

Riflessione spirituale nella vigilia di Pentecoste da uno dei commenti  di un blog autenticamente cattolico.

Che cosa ci fa "l'uomo al centro"?

Oggi il vangelo ci mostra Pietro fare i conti con il proprio triplice rinnegamento di Gesù proprio mentre tre volte afferma di voler bene al Signore e per questo gli viene affidato il gregge. 
E' un Pietro addolorato, conscio dei propri limiti, quello che riceve il mandato, che termina con un inequivocabile "SEGUIMI".

Al centro c'è Cristo, non Pietro. Pietro Lo segue.

martedì 15 maggio 2018

Mons.Camisasca la veglia di preghiera della sera di Pentecoste "per mostrare la luce di Cristo,un ideale alto e chiaro reso possibile dalla grazia di Cristo"

Pubblichiamo il comunicato di S.E.R.Mons.Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla che il 13 maggio 2017 alla presenza di oltre 5 mila fedeli (v. QUI ) aveva consacrato la sua Diocesi al Cuore Immacolato di Maria .

Quello stupendo e fecondo gesto di santa devozione mariana dello scorso anno proseguirà idealmente, senza alcun "contenuto in contrasto con l’insegnamento della Chiesa", fra pochi giorni in una veglia di preghiera nella sera di Pentecoste per "andare incontro agli uomini per mostrare loro la luce di Cristo".

E' nostro dovere di credenti unirci idealmente in preghiera con quel Vescovo e con tutti i pastori impegnati a mostrare nella sera di Pentecoste il volto della Santa Madre Chiesa che oggi come ieri offre al mondo " un ideale alto e chiaro, reso possibile dalla grazia di Cristo".

Maria Madre della Chiesa e dei credenti prega per noi!
   
Veglia di Regina Pacis: 
comunicato del vescovo Massimo Camisasca
Dopo lunga riflessione e preghiera, ho deciso di presiedere la veglia che si terrà domenica 20 maggio presso la parrocchia di Regina Pacis. 
Ho chiesto naturalmente agli organizzatori che essa non abbia nessun contenuto in contrasto con l’insegnamento della Chiesa.

È, da parte mia, un segno di vicinanza alle persone con orientamento omosessuale e ai loro genitori, affinché si sentano figli della Chiesa e prendano in considerazione la

sabato 12 maggio 2018

La situazione "umanamente disperata" della Chiesa nei nostri giorni

« Pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi » (1 Pt 3,15) La meditazione del libro dell’Apocalisse ci ha fatto capire che non possiamo facilmente considerarci a posto. Al tempo stesso abbiamo compreso che non ha senso lamentarci e piangerci addosso, facendo sempre la lista dolente delle cose che non vanno. Perché il Signore ci spinge ad andare avanti, oltre i nostri stessi peccati. Se nel nostro contesto la speranza sembra difficile, se sperare assomiglia ogni giorno di più ad un’illusione, ad un sogno da bambini, proprio in questa situazione il Signore si ripropone come Dio della vita, lieto evento della Speranza fatta carne. Secondo quanto è stato suggerito da molte parti, il Signore chiede in particolare alla nostra Chiesa il coraggio di testimoniare ed annunciare la Speranza in alcuni ambiti fondamentali della vita:le relazioni coniugali e familiari; l’età della giovinezza; le vecchie e nuove povertà. Laddove cioè per tanti versi la speranza sembra oggi messa alla prova o comunque carente. Dove forse vediamo difficoltà insormontabili e siamo tentati dalla sfiducia di chi dice, è tutto inutile, è tempo perso. Proprio lì, dove la situazione sembra più compromessa e difficile il Signore ci vuole testimoni ed annunciatori del suo Vangelo di Speranza. L’urgenza che il Signore ci mette nel cuore è ben sintetizzata nella frase della I lettera di S. Pietro ..“PRONTI SEMPRE A RISPONDERE A CHIUNQUE VI DOMANDI RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN VOI”(1 Pt 3,15)....Rendi ragione della speranza che ti abita!” “Abbandonati fiduciosa a me, tuo Signore, Sii gioiosamente consapevole della Speranza che è in te, e rendine ragione alle persone in mezzo alle quali vivi!” Cioè: “Prima di tutto sii certa che la Speranza è in te! Percepisci, comprendi, riconosci, contempla questa Speranza. La Speranza di vita piena e d’amore, di felicità e di bellezza che ti è stata donata senza tuo merito e che sono Io, Cristo Risorto, presente in te. Riconoscila e godine, esultane ed insieme trema per la responsabilità che ciò comporta. Contemplala tu, Chiesa .., ma la contemplino e se ne rendano consapevoli tutte le tue membra: i presbiteri e i diaconi, poi i laici, giovani e famiglie, i religiosi, le religiose, il vescovo! Renditi conto della bella Speranza che ti abita, ma immediatamente impara a renderne ragione, a comunicarla, a trasmetterla con coraggio, senza vergogna e con fiducia, anche se sempre con l’umiltà di chi si riconosce per primo peccatore. Rendi ragione della tua Speranza con uno slancio nuovo, con entusiasmo e nuovo impegno. Il mondo, gli uomini e le donne del nostro tempo, quelli che abitano lontano o vivono qui, ne hanno bisogno, hanno un disperato bisogno di Speranza che non deluda, per vivere una vita che abbia senso e conoscere la vera gioia”. La strada che ci viene proposta evidenzia che il nostro primo problema è la fiacchezza della fede, la mediocrità dell’adesione a Lui, la inconsistenza del nostro credo. E che quindi è necessario riscoprire, per poi riannunciarla, la bellezza della nostra vocazione alla piena comunione con Dio, di quel destino di Gloria che Cristo in noi, “speranza della gloria” (cfr. Col 1,27), ci promette ed anticipa. La bellezza di una vita eterna che possiamo
già fin d’ora sperimentare, pur in mezzo a tante tribolazioni, come ci assicurano le beatitudini evangeliche. ... (Fonte: Diocesi di San Miniato- Lettera Pastorale 14 settembre 2005 di S.E.R. Mons.Fausto Tardelli - attualmente Vescovo di PistoiaQUI)

Circa la drammatica situazione ecclesiale
Da diversi decenni la Chiesa Cattolica sta vivendo una drammatica crisi causata dalle eresie che i teologi modernisti diffondono a piene mani. 
Umanamente parlando la situazione è talmente disastrosa che sembra ormai disperata. 
Ma la Chiesa non è un'istituzione umana, bensì divina, ed è di fede che è indefettibile, cioè non può mai venir meno. Dunque i modernisti non riusciranno a distruggerla, perché Cristo stesso glielo impedirà. 
La nostra incrollabile fede nella vittoria del cattolicesimo sul modernismo non si basa sulle nostre forze, ma sulla forza di Dio onnipotente.

mercoledì 9 maggio 2018

Il Met Gala di New York e le concessioni vaticane "Solo qualche anno fa queste manifestazioni sarebbero state incredibili e lontane anche per una fantasia malata.....ora sono reali e numerose.... È un segno dei tempi"

Un oceano divide i vertici vaticani alla ricerca freneticamente scomposta del successo mondano dai semplici fedeli.
Un fedele non può tollerare che a latere di un evento iper mondano e come parte integrante di esso sono stati esposti alcuni sacri paramenti creati e benedetti per l'uso eclusivo liturgico.
Un fedele non può tollerare che le icone della nostra fede e della liturgia della Chiesa , per volere degli stessi uomini di chiesa, debbano essere banalizzati e ridicolizzati dal
jet set della moda.
Insufficienti le "veline" giornalistiche, come al solito a senso unico, che si affannano a dire: "
Il sacro e il profano non sono mai stati così vicini".
Vicini?
No!
La gente non è così sciocca per non comprendere  le enormi operazioni super/economiche come quella del Met Gala di New York: il gotha della moda internazionale.
Tutti hanno subito pensato alle convenienze economiche che l'evento ha portato nelle casse vaticane.
Secondo una concezione spendacciona che vorrebbe sempre delle nuove vesti liturgiche perchè quelle "vecchie" non servirebbero più...  i sacri paramenti, creati e benedetti per la lode a Dio "
vengono esposti in mostre per ispirare abiti dissacratori e sfilate di moda .... Non più, dunque, un uso sacro, bensì un uso profano, che più profano non si può: esporli in mostra perché gli stilisti ne traggano ispirazione per le loro bizzarrie.
Questo ovviamente nell'era confusa che stiamo vivendo.
Era meglio che stessero in un museo, se non li vogliono più usare!
Meglio in un museo che un uso dissacrante!"
"
Solo qualche anno fa queste manifestazioni sarebbero state incredibili e lontane anche per una fantasia malata.....ora sono reali e numerose.... È un segno dei tempi, non ci dobbiamo spaventare, ma dobbiamo capire come il serpente antico stringa la Chiesa e il mondo tra le sue spire.
Stiamo pronti e preparati con la cintura dell'umiltà,il bastone della preghiera, il bagaglio della fede!
"

Una preghiera finale in questo mese mariano: per quei poveri consacrati che smaniando di stare sempre sotto i riflettori della popolarità dimenticano di essere distanti anni-luce dai fedeli.
Sono solo delle vittime della loro stessa presunzione.
Lasciamoli stare nelle loro drogate manìe e soprattutto preghiamo per loro!


Le blasfeme banalità del Met Gala, approvato dal papa 
e dalla papessa Rihanna

Il cardinale Dolan fra evangelizzazione e dissacrazione. 
Della “catholic imagination” al gala non c’era l’ombra, è apparso soltanto un luogo comune vagamente dissacrante culminato con Madonna che canta Like a Prayer.

di Mattia Ferraresi

New York. Alla fine il cardinale Timothy Dolan ha deciso di defilarsi leggermente ed evitare almeno il red carpet del Met Gala, gli oscar della East Coast, che quest’anno aveva come tema gli “heavenly bodies”, i corpi celestiali più che celesti, e nel sottotitolo parlava della “moda e dell’immaginario cattolico”. 
Dolan non si è sottratto al ricevimento più esclusivo della città e all’apertura della mostra collegata, ha regalato le solite battute brillanti ai soliti giornali brillanti, ha fatto foto in posa e dispensato benedizioni, insomma ha esibito il prontuario classico del “conservatore aperto al mondo”, una specialità della casa. 
Tenere un piede nella sagrestia e uno nel bordello è un’arte antica sancita anche da un motto popolare. 
Però dalle parti del red carpet il prelato ha sentito puzza di

lunedì 7 maggio 2018

Viri Galilaei: Introito per l'Ascensione di Nostro Signore

INTROITO PER L'ASCENSIONE Viri Galilaei  COMMENTO DI Bruder Jakob.

Ascensione Viri Galilaei


Il testo degli Atti degli apostoli (1, 11) fissa il dialogo chiarificatore e rassicurante tra l’angelo e gli apostoli ancora storditi dall’evento pasquale. 

lunedì 30 aprile 2018

Indovina, indovinello: a chi non va bene la legge che la Croce sia esposta in tutti gli edifici pubblici della Baviera?

Il Presidente dei Vescovi Tedeschi si è espresso in modo autoritario ed intollerante contro la decisione votata  martedì scorso dal Governo bavarese guidato da Markus Söder (Csu) di appendere la Croce in tutti gli edifici regionali. 

Sulla pagina web dei vescovi tedeschi, katholisch.de (25 aprile) si legge che lo stato sia "secolare" e "neutrale" [ma difende con forza la fortissima tassa -inattuabile per tante  famiglie povere- per la loro Chiesa sponsorizzata dallo Stato].

Inquietante l'avversione del Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, contro quella legge del Governo Bavarese conferma la volontà di recidere le "radici cristiane" dell'Europa con tanta forza difese da San Giovanni Paolo II.  

Le foto ci ricordano che proprio nell'ottobre 2016, il cardinale Marx di Monaco, Baviera, aveva rimosso la sua croce pettorale mentre era in visita alla 'Cupola della roccia' a Gerusalemme, in segno di "rispetto" nei confronti del "collega" ospitante islamico.
«Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?» ( Passione di NSGC secondo Matteo)


 

Cardinale anticlericale Marx combatte ancora contro il crocefisso


L'anticlericale cardinale di Monaco, Reinhard Marx, parlando al quotidiano oligarchico Süddeutsche ha condannato ancora la decisione del primo ministro della Baviera (Germania), Markus Söder, di appendere crocefissi in tutti gli edifici

sabato 28 aprile 2018

Mons.D'Ercole sulla morte di Alfie: "che questa tragica morte interpelli le nostre coscienze ora che non dobbiamo pregare per Alfie ma pregare che Alfie interceda per noi presso Dio"

GRAZIE, PICCOLO ALFIE…
di Mons. Giovanni D'Ercole

In occasione della morte del piccolo Alfie Evans, sento il dovere di esprimere un sentimento che provo nel profondo del mio animo e che voglio condividere con voi. 
Ho pregato nei giorni scorsi perché prevalesse il senso umano della vita e purtroppo, ancora una volta, mi trovo a verificare una sconfitta della cultura della vita e una chiara vittoria della cultura della morte.
Tra medici e giudici qualcuno gioirà ora e tra qualche tempo, quando la disumanizzazione della società sarà la norma, ne faranno addirittura un vanto. 
A noi non rimane che moltiplicare l'impegno perché il mondo torni a girare per il verso giusto.
Ora che il piccolo Alfie è morto è necessario che ciascuno di noi si interroghi: tutti dicono la loro per questioni banali,

venerdì 27 aprile 2018

Macerata ostaggio dei violenti che non hanno alcun rispetto per la vita umana "il gioco della pignatta con il fantoccio del duce a testa in giù" disonora tutti!

Macerata. «Spacca la testa al pupazzo raffigurante Mussolini e vinci i dolci». 
È polemica a Macerata, dove in occasione del 25 aprile è stata organizzata una discutibile versione antifascista della pentolaccia organizzata dal Collettivo Antifà. L'invito choc ai bambini armati di bastone era quello di colpire un fantoccio di Mussolini appeso a testa in giù in piazza Battisti.

Da un lato c'erano tappetini stesi per un'esibizione sportiva, dall'altro questa specie di rievocazione di Piazzale Loreto ma con protagonisti dei bimbi che al posto di una pignatta dovevano colpire la testa del fantoccio del Duce. (Cfr.Il Messaggero)

MACERATA – Il gioco della pignatta con il fantoccio del duce a testa in giù: è successo ieri a Macerata, nel giorno del 25 aprile. Oggi l’Amministrazione comunale di Macerata condanna duramente quanto accaduto in piazza Cesare Battisti in occasione del 25 aprile 2018 e si dissocia respingendo ogni responsabilità in merito ai gravi fatti a cui è completamente estranea.

Le iniziative programmate in piazza Cesare Battisti non sono state organizzate dal Comune, né patrocinate dalla Giunta comunale, né finanziate -si legge in una nota dell’amministrazione comunale. “Concessa l’occupazione di suolo pubblico presentata dall’associazione Collettivo CSA Macerata in collaborazione con l’Associazione ASD Popolare Macerata”
Il sindaco Romano Carancini a nome di tutta la Giunta: “Una messa in scena ignobile e indegna che l’Amministrazione condanna fermamente (Cfr. E' TV Marche)

Non c'è pace per Macerata!
Le nostre apparenti certezze di considerare Macerata come una normale cittadina di provincia "tranquilla" si sono disintegrate nel giro di pochissimo tempo  fino a giungere al dileggio della vita umana nel più macabro dei modi nel giorno della festa del 25 aprile .

giovedì 19 aprile 2018

L'inter-comunione con i protestanti: i cospiratori rivoluzionari tedeschi sperando di farla franca ora dicono che era "solo una bozza"

Con un "backdoor" alcuni cospiratori/rivoluzionari cercavano di far passare la proposta dell'inter-comunione con i protestanti pur sapendo che "in realtà i vescovi tedeschi che si erano opposti al progetto dell'inter-comunione erano assai di più di quanto era emerso  dai numeri della votazione". 
Diversi vescovi tedeschi hanno espresso delle difficoltà di sostenere qualsiasi resistenza significativa   a causa della presenza di potenti personaggi annidati nella DBK soprattutto nel settore della comunicazione.
Vedremo come andrà a finire: certamente l'inter-comunione con i protestanti sarà il "backdoor" che segnerà nella  centuplicata confusione dottrinale "l'inizio della fine".

Il Vaticano ha respinto 
la proposta di intercomunione dei vescovi tedeschi

Le fonti confermano che, con l'approvazione del Santo Padre, il capo della dottrina del Vaticano ha rigettato le linee pastorali dei vescovi tedeschi per permettere alla Santa Comunione di alcuni sposi protestanti, ma il Papa desidera che la lettera di rifiuto resti segreta.
di Edward Pentin

La Congregazione per la Dottrina della Fede, con l'approvazione di Papa Francesco, ha risposto ai vescovi tedeschi che respingono la loro proposta di consentire ad alcuni sposi protestanti di ricevere la Santa Comunione, ma il Papa non desidera che la lettera sia resa pubblica, come  Register aveva affermato.

Diverse fonti in Vaticano e in Germania hanno affermato che l'arcivescovo Luis Ladaria,  Prefetto della CDF, ha firmato la lettera che si avvale dell'approvazione papale.

"È un rifiuto del piano pastorale dei vescovi tedeschi", ha detto una fonte di alto livello nella Chiesa tedesca, parlando seppur in anonimato, aggiungendo poi che sulla questione non ci sono "differenze" tra l'arcivescovo Ladaria e il suo predecessore, il cardinale Gerhard Müller.
Due fonti "seriamente affidabili" hanno pure confermato che il Papa vuole che la lettera resti segreta per ragioni a noi

mercoledì 18 aprile 2018

Di menzogna in menzogna. Ora è contro la già martoriata Siria.Sappiamo bene chi è il padre della menzogna...

Fra i cattolici nessuno crede la menzogna prodotta dai soliti "potenti della terra"  sull'uso da parte del governo siriano delle cosiddette "armi chimiche" .
Sono troppo recenti e sanguinanti i tragici risultati altre menzogne che hanno provocato migliaia di morti, di feriti, di mutilati ed un'infinita povertà nella gente soprattutto in Iraq e in Libia per poterne accettare delle altre.
Sappiamo bene chi è il padre della menzogna...
Ascoltiamo la voce di un figlio del Poverello d'Assisi che risiede nella martoriata Siria e preghiamo per quel popolo così duramente provato dalle persecuzioni scatenate dei "potenti della terra" bramosi di successo e di potere.

Un francescano di Damasco: 
Assad non usa armi chimiche, è tutta una menzogna
di Gelsomino Del Guercio

Padre Bahjat Elia Karakach diffonde un audio nel quale attacca Usa e alleati e sostiene che l'esercito siriano abbia smantellato le armi non convenzionali

L’esercito siriano non utilizza armi chimiche. 
Il governo Assad è sotto lo scacco di una menzogna

mercoledì 11 aprile 2018

"Ti prego, sacerdote, torna a essere nuovamente ciò che devi essere perché io, pecorella smarrita e figliol prodigo, possa tornare alla Casa del Padre"

Caro sacerdote 
– lettera di un giovane ad al parroco-
Bella,molto bella!

Caro sacerdote,
non mi interessano i campetti di calcio, i cineforum, i teatrini, le conferenze, i baretti con videogiochi e biliardini, i porticati coi ping pong e il calciobalilla, le vacanze organizzate, il grest, le pizze dei sabato sera. 

domenica 8 aprile 2018

Il Papa "ad ogni perdono siamo rinfrancati, incoraggiati, perché ci sentiamo ogni volta più amati, più abbracciati dal Padre"


Domenica in Albis e 

della Divina Misericordia
 OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
8 aprile 2018 

 Nel Vangelo odierno ritorna più volte il verbo vedere: «I discepoli gioirono al vedere il Signore» (Gv 20,20); poi dissero a Tommaso: «Abbiamo visto il Signore» (v. 25). 
Ma il Vangelo non descrive come lo videro, non descrive il Risorto, evidenzia solo un particolare: «Mostrò loro le mani e il fianco» (v. 20). 
Sembra volerci dire che i discepoli hanno riconosciuto Gesù così: attraverso le sue piaghe. 
La stessa cosa è accaduta a Tommaso: anch’egli voleva vedere «nelle sue mani il segno dei chiodi» (v. 25) e dopo aver veduto credette (v. 27).
Nonostante la sua incredulità, dobbiamo ringraziare Tommaso, perché non si è accontentato di sentir dire dagli altri che Gesù era vivo, e nemmeno di vederlo in carne e ossa, ma ha voluto vedere dentro, toccare con mano le sue piaghe, i segni del suo amore. Il Vangelo chiama Tommaso «Didimo» (v. 24), cioè gemello, e in questo è veramente nostro fratello gemello. 
Perché anche a noi non basta sapere che Dio c’è: non ci riempie la vita un Dio risorto ma lontano; non ci attrae un Dio distante, per quanto giusto e santo. 
No: abbiamo anche noi bisogno di “vedere Dio”, di toccare con mano che è risorto, e risorto per noi.
Come possiamo vederlo? 
Come i discepoli: attraverso le sue piaghe. 
Guardando lì, essi hanno compreso che non li amava per scherzo e che li perdonava, nonostante tra loro ci fosse chi l’aveva rinnegato e chi l’aveva abbandonato. 
Entrare nelle sue piaghe è contemplare l’amore smisurato che sgorga dal suo cuore. 
Questa è la strada. 
È capire che il suo cuore batte per me, per te, per ciascuno di noi. 
Cari fratelli e sorelle, possiamo ritenerci e dirci cristiani, e

giovedì 5 aprile 2018

Hanno portato via il mio "Signore". Chi e' al giorno d'oggi il mio "Signore"?

Da un sito autenticamente e devozionalmente cattolico abbiamo preso un intero "commento"  che bene si addice per le nostre meditazioni in questo tempo pasquale.
Servanda iuvant!
 
Hanno portato via il mio "Signore" .
Chi e' al giorno d'oggi il mio "Signore"?

Perche' se Lui e' il mio "Signore "io non posso essere che il suo "servo".
Perche' si e' persa la Fede ?
Perche' l'anima si e' dissipata ?
Chi ci comanda la carne o lo spirito ?

martedì 3 aprile 2018

La mutazione genetica del magistero che pone domande e dubbi: ora si è trasformato in ideologia

Ovunque "si percepisce dunque l'urgente bisogno di una buona ed onesta informazione cattolica per preservare soprattutto i fedeli più deboli dall'incombente rischio delle adulterazioni della fede, sempre più spesso minacciata da"argomenti" che "fanno moda" e che piacciono tanto ai Pastori "double face".

Addio insegnamento, il magistero ora pone dubbi

Oggi sembra che il ruolo del magistero della Chiesa sia cambiato. 
Si è sempre pensato che questo compito dei pastori consistesse nel confermare nella fede i credenti. 
Ora invece è in atto la transizione verso un magistero che pone sistematicamente domande e dubbi. 
Così il messaggio è trasformato in ideologia.
Articolo di Stefano Fontana

Oggi sembra che il ruolo del magistero della Chiesa sia cambiato. 
Si è sempre pensato che questo compito dei pastori consistesse nel confermare nella fede i credenti. 
Ora invece è in atto la transizione verso un magistero che pone sistematicamente, e non occasionalmente – per essentiam e non per accidens direbbero i filosofi -, domande e dubbi. 
Non solo su aspetti marginali della dottrina della fede, ma anche su aspetti centralissimi e, in fondo, anche sulla stessa esistenza di una dottrina della fede. 
Evidentemente è un cambiamento non di poco conto e quindi da prendere molto sul serio.
*
L’ultimo caso è stata la negazione dell’inferno e dell’immortalità dell’anima secondo quanto riferito da Eugenio Scalfari su Papa Francesco. 
A ciò è seguita una precisazione della Santa Sede in cui però

martedì 27 marzo 2018

Tolentino, Sacro Triduo Pasquale 2018

Settimana Santa e Pasqua
Chiesa del Sacro Cuore Tolentino (centro storico, via Corridoni 16)
SACRO TRIDUO PASQUALE 
NELLA FORMA TRADIZIONALE
- Domenica delle Palme 25 ore 17.00 Benedizione delle palme, Processione, ore 18:00 Messa della Domenica delle Palme
- Mercoledì Santo 28 marzo ore 21 Stabat Mater di G.B.Pergolesi per soli e orchestra archi
- Giovedì Santo 29 marzo ore 15:30 Messa in Coena Domini, ore 21 Processione penitenziale dei "sacconi"
- Venerdì Santo 30 marzo ore16.30 Solenne Azione Liturgica, Adorazione della Croce ; ore 20 processione del “Cristo morto”
- Sabato Santo 31 marzo ore 18:00 Solenne veglia pasquale ore 20:00 Solenne Messa di Risurrezione (dopo la veglia pasquale)
Domenica di Pasqua 1 aprile ore 17,30 Santa Messa cantata , seguirà il rinfresco pasquale nei locali dell’oratorio
Lunedì dell'Angelo 2 aprile ore 18,00 Santa Messa

giovedì 22 marzo 2018

I Vescovi della CEI dopo le elezioni politiche

La storia recentissima ha registrato specie in occidente decenni e decenni di continua, pubblica  flagellazione del Magistero, della dottrina sociale e della morale della Chiesa. 
Spesso, è triste dirlo, i pastori-lupi  hanno collaborato con i nemici di Cristo e della Sua Chiesa per umiliare e distruggere l'identità cattolica. 
I Vescovi della CEI, che si sono dimostrati  sudditi di quegli schieramenti politici che con una mano offrivano delle colorate caramelle e con l'altra  aizzavano i carnefici di proseguire le  torture contro le "radici cristiane", dopo le recenti elezioni politiche hanno emesso nie giorni scorsi un comunicato.
La pesante sconfitta della linea imposta da Mons. Galantino riaffiora in noi la fiducia che il Signore, Provvidenza ineffabile, saprà infondere nei cuori e nelle menti dei fedeli il desiderio di riappropriarsi dei principi "non negoziabili" indispensabili per l'avvio di una nuova evangelizzazione nelle contrade e nelle città italiane. 
Ai ciechi e sordi Vescovi galantiniani, che hanno parlato solo  dei cosiddetti migranti - quasi tutti islamici, e si sono mostrati proni ed obbedienti dei super poteri mondialisti- auguriamo di avere un sussulto di dignità cattolica per dare testimonianza concreta al Vangelo.

Maria, aiuto dei Cristiani prega per noi !

Cei. Bassetti: si è votato, 
ora si governi nell'interesse del bene comune
Si è chiusa oggi, mercoledì 21 marzo, a Roma, la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della Cei: a tracciare le conclusioni è stato il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti che nel suo discorso ha ricordato anche le elezioni politiche del 4 marzo: "Il 4 marzo gli italiani hanno votato. I partiti oggi hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di governare e orientare la società. Per questo il Parlamento deve

domenica 18 marzo 2018

Il Papa :"San Pio, a cinquant’anni dalla sua andata in Cielo, ci aiuta, perché in eredità ha voluto lasciarci la preghiera".


OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina (San Giovanni Rotondo)
Sabato, 17 marzo 2018 

NEL CENTENARIO DELL'APPARIZIONE DELLE STIMMATE PERMANENTI
DI SAN PIO DA PIETRELCINA E NEL 50.mo ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE




Dalle Letture bibliche che abbiamo ascoltato vorrei cogliere tre parole: preghiera, piccolezza, sapienza.

Preghiera
Il Vangelo odierno ci presenta Gesù che prega. 
Dal suo cuore sgorgano queste parole: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra…» (Mt 11,25). 
A Gesù la preghiera sorgeva spontanea, ma non era un optional: era solito ritirarsi in luoghi deserti a pregare (cfr Mc 1,35); il dialogo col Padre era al primo posto
E i discepoli scoprirono così con naturalezza quanto la preghiera fosse importante, finché un giorno gli

sabato 17 marzo 2018

Chi pretendeva che Benedetto XVI avesse recensito una pubblicazione di 11 teologi di cui uno è “ fondatore di un'organizzazione contraria apertamente al magistero pontificio?”

Mai dire mai però...
Si spera che volga al termine la vicenda assurda e scandalosa della lettera "riservata" di Benedetto XVI al Prefetto della Segreteria per l'informazione Mons.Dario Edoardo Viganò ma  letta e divulgata in occasione del compleanno di Papa Francesco con dei "tagli" che ne hanno adulterato l'interpretazione.
Persino la foto della lettera del Papa Emerito, diffusa a pezzi, era stata taroccata come Associated Press aveva subito denunciato.
La Sala Stampa Vaticana alla fine ha dovuto render nota tutta la lettera del Papa Emerito a Mons.Viganò. 
Attendiamo ora la pubblicazione della lettera-invito di Mons.Viganò   con la quale ha chiesto all'Emerito di commentare i "volumetti" scritti da alcuni teologi per presentare la teologia del regnante  Papa.
Una bruttissima faccenda che mina la credibilità non solo dell'informazione vaticana ma anche dei committenti dell'iniziativa editoriale.
Interessante il commento de Il Sismografo:
"Come è possibile che la Lev abbia commissionato a 11 teologi questi volumetti includendo fra loro due tedeschi che il Papa emerito, alla fine, considera la ragione per la quale non può dare il

venerdì 16 marzo 2018

Al Papa «prigioniero del suo stesso personaggio» l'unico rimedio: «dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui»

Il panorama informatico di questi ultimi giorni è stato grandemente rattristato dall'affare "lettera di Benedetto XVI" a Mons.Viganò, responsabile di Vatican News.
Disgustati ci asteniamo da ogni ulteriore commento: è già stato scritto fin troppo.  Preferiamo citare solo l'Aggiornamento che il vaticanista Sandro Magister ha scritto sul  noto  sito Settimo Cielo (QUI):
"POST SCRIPTUM (15 marzo 2018) – Va aggiunto che sulla busta che conteneva la lettera di Benedetto XVI letta da Viganò davanti a numerosi giornalisti c'era scritto: "Personale riservata".
Inoltre, Nicole Winfield dell'Associated Press ha appurato che la foto della lettera diffusa dal Vaticano è stata volontariamente resa illeggibile nelle due righe iniziali del suo ultimo paragrafo, per il resto coperto dai libretti sulla teologia di papa Francesco". ( Il post riporta per intero la lettera dell'Emerito che non era stata diffusa per iscritto ai giornalisti convenuti, come noto, alla presentazione alla stampa della collana "La teologia di papa Francesco", edita dalla Libreria Editrice Vaticana e fatta di undici opuscoli, di diversi autori, sui vari aspetti del magistero scritto e orale dell'attuale pontefice).
Abbiamo invece notato l'Articolo di Gianni Valente su Vatican Insider ( link sotto) che riportiamo solo in parte ( è piuttosto lungo) invitando i pazienti Lettori a leggere e ben riflettere sui paragrafi:
-La lobby dei piccoli inquisitori
-Narcisismi “bergoglisti”
-Effetti collaterali
L'Articolo di Gianni Valente va letto con la premessa "Non voler sapere chi l'ha detto ma poni mente a ciò ch'è detto" (Imitatione Christi) .
Forse è iniziata - come ipotizza qualcuno - una guerra interna al movimento bergoglionista ma non ci importa: l'articolo citato è in parte condivisibile ed è onesto segnalarlo per la sana ecclesiologia che emana.

Noi abbiamo sempre pensato che il Papa deve esser tenuto fuori dalle tifoserie bergoglioniste che senza troppa fantasia vogliono equiparare il Papa ad un qualsiasi leader politico apportatore di rivoluzione...
Il Papa, non è importante il nome che porta, è il Successore dell'Apostolo Pietro e fondamento visibile dell'unità dell'unica Chiesa di Cristo: la Chiesa Cattolica.
Al Papa «.. dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera » (At 12,5)
In questo triste crepuscolo di spiritualità e di affetto per la Chiesa anche il Successore di Pietro dovrebbe fare in spiritu humilitatis qualche seria riflessione   sugli errori commessi.
Chi non sbaglia?  Dobbiamo vantarci nel Signore degli sbagli che in buona fede possiamo commettere: significa che siamo uomini pulsanti e che non siamo dei robot tele-comandati.
Solo i "perfettini", che invano cerchiamo nelle varie "categorie" dei Santi delle Litanie, evitano di sbagliare ma lo fanno solo per sommo amore verso il loro Ego-dio.
Errare humanum est.
AC

Le due bande di chierici e lo “storytelling papale”


A volte, le due squadre dei detrattori e di supporter-difensori di Bergoglio si reggono e accreditano a vicenda. 

Ambedue separano il Papa dal corpo vivo della Chiesa per farne una star o un capo-partito. 

E innescare intorno alla sua figura una polarizzazione universale

L’invito a camminare nella fede degli apostoli e a riscoprire la freschezza del Vangelo, con il suo tratto così elementare, poteva risultare eversivo per molti di quelli – giornalisti, chierici, intellettuali, alti ecclesiastici, “laici impegnati” di professione – che occupano qualche postazione nel grande gioco di ruolo degli apparati ecclesiali.