giovedì 16 maggio 2013

Papa Francesco, le “sovrastrutture” e il flash mob dei ragazzi russi

video

Ieri sull’ottimo Cantuale Antonianum ho letto un articolo dedicato al “ grande pianista e compositore russo Sergei Rachmaninoff nacque nel 1873 e morì nel 1943. Il 2013 segna perciò il 140° della sua nascita e il 70° della morte”.
Il post si concludeva con un video improvvisato : “Lo scorso aprile i ragazzi del Coro Accademico dell'Università di Petrozavodsk, in gita scolastica a Barcellona, stavano visitando il Museo Nazionale d'Arte di Catalogna (da consigliare, tra l'altro, per l'incredibile collezione di affreschi staccati da chiese romaniche). Arrivati nella grande sala con la cupola (quella dove ci si può riposare su comodissimi divani mentre si guarda in alto agli affreschi...), gli attenti studenti russi si sono accorti della splendida acustica e hanno improvvisato un flash mob con l'Ave Maria di Rachmaninoff”.
Prima ancora di addentrarmi in commosse e plaudenti considerazioni educativo- musicali sull’esecuzione mi è venuta in mente una frase che il Beato Giovanni Paolo II ha rivolto nel 1980 ( c'era ancora la dittatura comunista ) ai membri del Sinodo dei Vescovi Ucraini : « fedeltà alla propria fede, all' attaccamento al proprio rito, alle antiche tradizioni, in una parola alla propria identità spirituale ».
Tra i tanti irrinunciabili motivi che abbiamo di mantenerci fedeli alla Tradizione della Chiesa è che in essa noi troviamo e viviamo appieno la nostra identità religiosa e culturale.
Troppi sono stati gli attacchi alla nostra identità spirituale da parte del mondo secolarizzato, che ha il dio-danaro come unico padrone, e all'interno della Chiesa post-conciliare  dagli irresponsabili “novatori”  camuffati da “liturgisti”.
La disgregazione dell’identità tradizionale dei cattolici, e fra cui l’enorme patrimonio culturale e artistico , non può essere valutata neppure per le istituzioni civili e laiche come “ mors tua , vita mea”!
Quanti sono stati gli appelli, inascoltati, alla gerarchia all’unisono da parte dei credenti e degli onesti operatori culturali e sociali di non voler recidere la nostra spiritualità, la cultura e l’arte proscrivendo quella Liturgia che di esse è sorgente ed alimento !
La pesante responsabilità della gerarchia cattolica, che ha obiettivamente mancato di carità nei confronti dei fedeli che si rifiutavano di buttare , come fosse un inutile fardello, ogni residuo della Tradizione nel nome dell’« aggiornamento e della pastoralità » ha provocato anche l’impressionante caduta in basso della cultura e dell’educazione giovanile.
La fedeltà ai riti e alle antiche tradizioni costituisce la nostra « identità spirituale » : l’unica difesa
di fronte alle tante insidie presenti nel mondo odierno.
In tempo di crisi economica, provocata “ad hoc” dai soliti potentati, sono sempre più numerose le istituzioni “laiche” che apertamente confidano che la “ DIGA- CHIESA” possa tenere.
Ormai i più onesti spiriti “laici” sanno che non è più tempo di pensare alla “mors tua, vita mea”… perché è in gioco la sopravvivenza di larga parte dell’umanità.
Dobbiamo esprimere la nostra « identità spirituale » nella fedeltà alla fede, alle antiche tradizioni e ai riti trasmessici dai nostri padri come stanno facendo, in larga parte, le istituzioni religiose e civili russe.
Riflettiamo : all’interno di un Museo, durante una gita scolastica il Direttore e i ragazzi del Coro Accademico dell'Università di Petrozavodsk hanno “improvvisato” l’esecuzione di un capolavoro della musica sacra ortodossa .
Non è forse la splendida proclamazione della Fede e dell' « identità spirituale » nell'arte che vale più di tanti discorsi ?
Quando le parole tacciono, diceva un vero liturgista sopravvissutto agli scempi post-conciliari, parla la Liturgia !
I giovani russi hanno cantato la fede e l'eccelsa tradizione musicale legata alla Liturgia ! 
Non vogliamo neppure ipotizzare cosa avrebbero eseguito i nostri ragazzi, anche se allievi di un Conservatorio Statale di Musica … ( ammesso che fossero riusciti nell’intento : “No, cantiamo questo. No, cantiamo quello…) …
Papa Francesco pochi giorni fa ai Vescovi pugliesi ha detto : “che è importante che noi viviamo il rapporto con la liturgia e con la fede con semplicità e senza sovrastrutture”.
Per molti fedeli le “sovrastrutture” sono le costose kermesse che la Gerarchia impunemente propone ai giovani nelle Agorà, nei Congressi d’ogni tipo, nelle GMG facendoli ingozzare di banalità e di cretinerie “alla moda” con la vana speranza di poterli tenere uniti attorno alla Croce.
Cari Vescovi, cari “esperti” di comunicazioni sociali e di “nuova evangelizzazione” guardate e riguardate il video girato a Barcellona : non è forse  una mirabile testimonianza di fede ?

Andrea Carradori







martedì 14 maggio 2013

Il Pontificato di Papa Francesco consacrato alla Vergine di Fatima


Il Cardinale Patriarca di Lisbona, José Policarpo, ha consacrato ieri a Fatima il Pontificato di Papa Francesco alla Vergine Maria, secondo quanto richiesto dallo stesso Pontefice. 
Lo riferisce l’agenzia cattolica portoghese Ecclesia. 
All’avvenimento, nel 96.mo anniversario delle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli, hanno preso parte quasi 300 mila fedeli. In un messaggio letto, nell’occasione, dal vescovo di Leiria-Fatima, mons. Antonio Marto, Papa Francesco ha espresso “la sua gratitudine per l’iniziativa e il suo profondo riconoscimento per l’esaudimento del suo desiderio”. 
Il Papa si è unito in preghiera con tutti i pellegrini di Fatima, “impartendo di tutto cuore la sua benedizione apostolica”. (A.G.)

© Copyright Radio Vaticana

lunedì 13 maggio 2013

La “nuit de la mode 2013” e “crucifixion de la foi”.


Da tempo mi rifiuto di partecipare a manifestazioni  che si tengono all’interno delle cossiddette “chiese sconsacrate” o “ex chiese” o “chiese-auditorium”.
Qualche anno fa rimproverai un mio carissimo amico, grande storico e critico d’arte che, per spirito di goliardica provocazione, allestendo la mostra di un pittore contemporaneo  in una stupenda “ex” chiesa settecentesca aveva posto sullo splendido altare monumentale, dotato  del baldacchino per l’esposizione del Santissimo Sacramento,  una grossa tela raffigurante una donna totalmente ignuda.
Nella Regione Marche abbiamo diverse “ex”chiese adibite a "auditorium" rimaste praticamente integre non soltanto nella quadreria originale ma perchè conserva addirittura tutti i supporti di culto. 
Paradossalmente spesso le "ex" chiese sono le uniche a non aver  subito le devastazioni e i saccheggi moderni/modernisti  che nel nome dell’innocente concilio Vaticano II si sono perpetrati degli ultimi decenni  a danno della fede, della devozione popolare e del patrimonio artistico nazionale.
Allego alcune  foto di una serata di moda che se non  fosse avvenuta all’interno di un’integra “ex” chiesa avrebbe ricevuto  il mio sincero applauso perchè  dalle immagini è evidente che la sfilata delle modelle è stata ottimamente improntata alla sobrietà e alla discrezione ! 
Insomma avrei detto agli organizzatori e alle modelle : bravi !
Mi è impossibile tuttavia applaudire ... a causa della “location” … le belle, eleganti e dignitosissime modelle sono comparse dagli scanni del coro ligneo dei Francescani e attraverso il presbiterio davanti all'Altar Maggiore hanno raggiunto la navata centrale della bella Chiesa di San Francesco d’Assisi a Castelfidardo, Arcidiocesi di Ancona-Osimo.
Non ho visto una rispettosa copertura dell’Altar Maggiore su cui spicca il meraviglioso Tabernacolo... guardando le foto pare  che almeno la grande pala centrale dell’ Immacolata Concezione con San Francesco e San Bonaventura opera del'artista  romano Masucci fosse stata nascosta ...
Ancora una volta la sensibilità dei credenti è stata ferita.
Siamo troppo bigotti se ricordiamo che su quell’Altare per secoli, quotidianamente è stato celebrato il Santo Sacrificio della Santa Messa ?
Siamo troppo sentimentali se evidenziamo che negli scanni del coro per secoli i religiosi francescani hanno cantato, da mane a sera, le lodi all’Altissimo Signore ?
Siamo troppo legalisti se nutriamo dei dubbi che sia stata rimossa la "pietra sacra", con le Reliquie dei Santi, che l'allora  Vescovo di Recanati pose sulla mensa dell'Altare quando lo consacrò "in aeternum" ?
La responsabilità dell'attuale disaffezione verso il Sacro, che ha portato un’inevitabile devianza della mente e del cuore nei credenti, è da ricercarsi in primis in coloro che hanno  responsabilità pastorali  e di culto.
Qualcuno replicherà che la chiesa di San Francesco, appartenente al Comune di Castelfidardo, è disgiunta dalla giuristizione ecclesiastica.
Questo è parzialmente vero .
La Chiesa in oggetto è stata indemaniata nel 1861 dallo Stato unitario, come migliaia di altri consimili edifici di culto appartenenti agli  Ordini Religiosi, ma è rimasta regolarmente officiata  oltre il Sacrosanto Concilio Vaticano II, di cui si festeggia quest’anno il 50° dell’inizio.
Purtroppo da decenni si è smarrito lo slancio di fede che ha fatto edificare le chiese, le cattedrali, i monasteri, gli ospizi, gli asili, le scuole ecc ecc con il conseguente abbandono del frutto della devozione e dello zelo dei fedeli specie di quelli più poveri.
Se i consacrati , che hanno certamente un’infinità di problematiche da sbrigare, si disinteressano della sorte dei simboli della fede … figuriamoci i laici…
Viceversa i nostri amati fratelli delle Chiese Orientali rabbrividiscono solo all’idea di un sacrilegio a danno degli edifici e delle cose sacre ivi racchiuse.
Non parliamo poi dell’assoluta coerenza dei nostri Fratelli Maggiori Ebrei di cui ammiriamo anche le iniziative della European Jewish Development Fund , una delle più importanti organizzazioni ebraiche europee, che sta investendo capitali per riacquistare alcune antiche ex sinagoghe che nel tempo avevano subito il  cambio di destinazione d’uso per riportarle al culto.
Questo si chiama zelo e dedizione per uno scopo religioso !
Perché i nostri miopi Pastori non osservano  l'eroico operato dei  nostri Fratelli Ortodossi scampati, grazie alla ferrea fedeltà ai simboli della fede contenuti nella Liturgia, alla terribile e crudelissima persecuzione comunista ?
Nell’Anno della Fede, così fortemente contrassegnato da inquietanti segnali interni alla Chiesa Cattolica, la sfilata di moda ( anche se educatamente professionale ) sui gradini del presbiterio di una chiesa attiva nel culto fino a pochi decenni fa, di Castelfidardo mi mancava proprio ... e nessuno può dire, senza mentire alla propria coscienza, che stiamo esagerando ...
Anche a causa dei chierici dormienti ora la fede sembra crocifissa assieme al buon gusto della nostra gente.
Noi però sappiamo che dopo la crocifissione c’è la gloria della risurrezione .
Confidiamo per questo nella Divina Provvidenza e  nell’ardore pastorale di Papa Francesco affinchè i “ diritti di Dio” siano rispettati almeno nella stessa misura con cui si cerca di esaltare quelli dell’uomo .
Andrea Carradori


Foto da Facebook 
Lo riscrivo .
Dalle foto che ho visto la sfilata mi pare ammirevole anche per l'assenza di elementi di vistosa volgarità che non si addice alla nostra gente soprattutto in tempo di crisi economica !
In un altro locale questa iniziativa sarebbe stata perfetta !

sabato 11 maggio 2013

Papa Francesco e Fatima : la Consacrazione



« AGI CdV 10 maggio - 
Il patriarca dei Copti in Egitto è chiamato "Papa", esattamente come il vescovo di Roma nel mondo intero. 
E in questi giorni, Sua Santità Tawadros II, successore del recentemente scomparso Papa Shenouda III, si trova in Vaticano dove ha pregato nella Cappella Redemptoris Mater insieme a Papa Francesco, il quale - anche se aveva indossato la stola per la benedizione comune - alla fine di una breve liturgia ha lasciato che fosse il solo patriarca a benedire, mentre egli stesso come tutti i presenti si è fatto il segno della croce. Un gesto di umiltà molto significativo ».
La liturgia romana ha attinto molto da quella copta :  se tornasse adesso a fare altrettanto non potrei che rallegrarmene ... visti i tempi così perigliosamente stracarichi di populismo carismatico e protestante...
I  simboli liturgici e devozionali che vengono dall'Oriente giovano anche all'ecclesiologia cattolica per riportare il cuore e la mente  alla vera contemplazione di Colui che ci ha donato la salvezza e la vita eterna !
Anche il Ven.Paolo VI, nel suo primiero entusiasmo ecumenico, per riportare all’unità le pecorelle smarrite , aveva fatto davanti alle telecamere dei significativi “gesti d’umiltà” che purtroppo nel tempo non si confermarono “profetici” .
" L'ultimo Paolo VI" cercò invano di correggere il "giovane Paolo VI"  per il bene di quel che rimaneva della Chiesa Cattolica, ridotta ai minimi termini, ma l'antica disciplina cattolica era stata divelta ed i significativi gesti d'umiltà paolini rimasero relegati a quel periodo storico  in cui si cantava :  " C’è un grande prato verde dove nascono speranze ...Quello è il grande prato dell’amore ..."
Tirar fuori dagli impolverati armadi gli attrezzi ideologici degli anni '60 fa sorridere amaramente tutti coloro che hanno subito e vissuto quel periodo di dittatura ideologica e culturale.
Tutti ormai  sanno perfettamente che anche questa patetica ed inutile rievocazione storico-intellettuale ( che ormai piace solo agli ultra settantenni uomini di chiesa) si dissolverà presto perchè la Chiesa ha bisogno di ritrovare la propria identità dottrinale nella ferma adesione al Santo Vangelo di Nostro Signore !
A commento di questa recente notizia vaticana copio quanto ha scritto Mic, Redattore del Blog Chiesa e post concilio:
" C’è una domanda (una delle tante..) alle quali non riesco a trovare una risposta.
Qualche giorno fa dicevo ad un amico che in Vaticano vive un uomo scelto dal Conclave come Capo Supremo di Santa Romana Chiesa. 
Veste di bianco: ma rifugge i simboli esterni del Sommo Pontefice (nella cornice e nell’abbigliamento, ai quali eravamo abituati da secoli), non si autodefinisce Papa e vive in un albergo… (a poche centinaia di metri, invece, c’è un vecchio sacerdote, anch’egli vestito di bianco, non più Sommo Pontefice ma che continua a farsi chiamare Papa -seppur emerito - e che vive in un monastero).
L’attuale Vescovo di Roma ha l’abitudine di esternare quotidianamente con un linguaggio che a volte sembra ricercare volutamente l’attenzione dei media (Dio non è spray, le suore non devono essere zitelle, la chiesa non deve essere una ONG); a volte, invece, risulta impreciso a causa di una buona ma non perfetta conoscenza dell’italiano. 
In entrambi i casi si è di fronte a testi scritti di proprio pugno ed evidentemente non rivisti (non solo nei contenuti, ma neppure nella forma) da parte dei collaboratori più diretti.
La domanda è la seguente:  l’understatement (scusate l’anglismo) con il quale Bergoglio porta avanti il proprio ministero è effettivamente voluto? 
Cioè l’affrontare il terribile compito di essere Vicario di Cristo in terra nei modi sopra descritti, nasce da una visione post-conciliare del papato o da una non chiara percezione di ciò che significa essere Sommo Pontefice? 
E’ possibile in altri termini che l’aver vissuto la propria vita alla “periferia del mondo” sia all’origine di questo modo di fare “sciatto” che caratterizza le prime settimane del suo pontificato? 
Fino a che punto Francesco si rende conto che essere Papa è qualcosa di più di essere Vescovo di una grande diocesi? 
Fino a che punto si rende conto di ciò che dice (e soprattutto, almeno sino ad oggi, ciò che non dice) ha una portata planetaria, che trascende quella di una diocesi? 
Fino a che punto un uomo che è stato sempre lontano dal centro della cattolicità, vivendo – se mi passa il termine - una cattolicità periferica, è all’altezza del compito per il quale è stato chiamato?
Quali che siano le motivazioni, in assenza di una rapida “raddrizzata”, rischiamo la definitiva distruzione di quanto resta della gloriosa tradizione della Chiesa e di quelle forme che nel corso dei secoli sono state codificate per trasmettere il messaggio di Cristo. 
Forme plasmate per esaltare nel modo umanamente più elevato ciò che dovevano esplicare e che – a differenza di quanto avvenuto negli ultimi cinquant’anni – sono state capaci di convincere l’anima e il cuore di generazioni e generazioni, indipendentemente dalla cultura, dall’etnia, dalla lingua.
Qui poi si apre, naturalmente, il secondo grande e più importante capitolo della questione. 
Saprà o vorrà Francesco confermare il messaggio eterno della nostra Chiesa, in linea con la tradizione? 
Al momento brancoliamo ancora nel buio. 
Ma, a dir la verità, non si intravvedono segnali che inducano all’ottimismo".
Ci pensi la Santità di Nostro Signore Papa Francesco , Successore dell’Apostolo Pietro, a rimettere la speranza nei nostri cuori affranti( ma non piagati ) a causa dei recenti “fatti ecclesiali” che rimangono ancora immersi nella fitta nebbia dei misteri vaticani !
Ci pensi il Vicario di N.S.G.C. sulla terra ad indurci al sano ottimismo dei nostri Santi !
L’imminente Consacrazione del Pontificato di Papa Francesco alla Santa Vergine Maria il 13 maggio prossimo, festa della Madonna di Fatima, sarà il primo passo della rinnovata speranza cattolica tanto invocata dalle anime autenticamente pie e devote.
Andrea Carradori


venerdì 10 maggio 2013

Esperienza monastica ( Da Messainlatino)


Don Antonio Ucciardo offre ai Lettori di MiL un'interessante riflessione sul Monachesimo al quale diversi giovani "tradizionalisti" sembrano particolarmente anelare.
L'articolo del Professore Catanese segue un interessante post apparso ieri su Cordialiter : " Un villaggio per cattolici tradizionali. Qualche giorno fa mi ha telefonato un'intelligente e industriosa studentessa universitaria, la quale mi ha parlato di un progetto che ha in mente. Vorrebbe dar vita a una sorta di comunità tradizionale di giovani fedeli laici desiderosi di condurre uno stile di vita "alternativo" alla stressante e degradante vita che tante persone conducono nelle città moderne".
Sembra che i cuori e le menti di alcuni giovani di differenti località italiane si siano sincronizzati all'unisono sull'aspirazione di dare inizio ad un'esperienza comunitaria di tipo monastico anche per salvare dall'orrido "cambio di destinazione d'uso" alcune venerande e insigni Abbazie disseminate nel patrio suolo.
Qualcuno ha scritto che la Chiesa Cattolica si salverà dalle insidie mondane solo quando gli Ordini Monastici avranno ripreso forza e vigore !
Invochiamo lo Spirito Santo perchè dalle aspirazioni si possa passare rapidamente a dei fatti concreti . 
Coloro che fossero interessanti ad un' esperienza di preghiera monastica , sotto la guida ovviamente di un Sacerdote o di un Religioso, anche in una forma inizialmente limitata ad alcuni giorni, sanno come contattarci.
Andrea Carradori

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Sui nostri televisori scorrono in questi giorni le immagini di un’abbazia che accoglierà la compagine di governo dell’Italia, secondo la moda del ritiro di lavoro.
Sono le ultime in ordine di tempo; soltanto alcune dei tanti luoghi dello spirito convertiti in qualcosa di diverso rispetto all’originaria connotazione. CONTINUA QUI

martedì 7 maggio 2013

Inter mysteria fluitat insidiose Navicula


"Joseph Ratzinger ha scelto di non spiegare a nessuno i motivi che l'hanno spinto a compiere il suo gesto" (Camillo Card. Ruini)
Massimo Franco, Corriere della Sera, Sabato 4 Maggio 2013.

Fra cento o un anno, non importa, la vicenda della fine del Pontificato di Benedettto XVI sarà valutata in un'unica angolazione : la crisi del sistema "chiesa-mondana". 
Un mostrum contro natura che, con le sue implacabili regole e le sue vittime sacrificali, ha depresso la storia umana ed ecclesiale negli ultimi 50 anni.
Grazie a Dio quel tipo di perverso  connubio è entrato in crisi !
Non bastano  i sorrisi del simpatico nuovo Pontefice, che prima o poi dovrà pronunciarsi su questioni etico-teologiche,  nè i pulman  delle allegre scampagnate delle famiglie  in Vaticano a ridare vita e speranza al putrefatto sistema della " chiesa-mondana".
Non ridano compiaciuti gli ottuagenari "manovratori" esperti di comunicazione di massa ... per questa loro momentanea vittoria !
Sappiamo che la sera dell'11 febbraio scorso essi hanno rassicurato i grandi centri di potere che la "chiesa-mondana" sarebbe venuta in loro soccorso per incantare il popolo  affamato, senza lavoro, sbandato e inquieto perchè la droga che lo ha imbambolato è stata diminuita dagli stessi che hanno creato la terribile crisi economica planetaria...
In un certo senso comprendiamo le preoccupazioni e le aspettative che il Potere ha riservato sulla "chiesa-mondana" : la chiesa cattolica deve tenere per contenere e indirizzare il popolo sballato a causa della crisi economica.
Aspirazioni condivisibili dal punto di vista prettamente umano.
Fa bene il nuovo Papa a parlare sempre di misericordia, anche se si tralasciano le Opere di misericordia spirituale, che nessuno ha abolito, ad esempio "Ammonire i peccatori".
Se non viene fatto si lascia che il male dilaghi e non ci sarà nessun nuovo "muro" che lo possa contenere.
Pare di essere tornati ai buonismi degli ultimi 50 anni, che tanto male hanno portato, e non una nuova, vera evangelizzazione.
E' vero che la Chiesa ha svolto anche in altri periodi storici difficili la stessa mediazione sociale. Ma non è lo scopo per cui il Divin Redentore l'ha generata !
Per ora sull'altare sacrificale, dopo una Via Crucis durata otto anni, c'è finito Benedetto XVI-Joseph Ratzinger.
E non è finita per lui.
Siccome il cuore dei fedeli è rimasto ancora troppo legato, nonostante tutto, al ricordo del mite e buono Benedetto XVI ( lo Spirito Santo fa degli scherzetti anche ai cardinali esperti di marketing e di comunicazione di massa ) ora se ne deve distruggere ulteriormente l'immagine come abbiamo più volte scritto.
Ci sta pensando anche un vaticanista, noto per i voltagabbana, che , submissa voce, per non beccarsi una denuncia, sussurra ... dice... ipotizza ...
E' vero che il Potere si sdebiterà con la "chiesa-mondana" per il  " regalino " che ha fatto loro promettendo anche l' immortalità agli ottuagenari cardinali ... ma noi confidiamo nello Spirito Santo che dirige, disciplina e illumina l'unica Chiesa di Cristo : la Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana !
Da cattolici confidiamo nella grazia che il Papa, Successore di Pietro e Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo, sta dispensando nella Santa Chiesa anche attraverso l'esempio che quotidianamente ci dona mostrandoci una  fede genuina fondata sulla roccia del Vangelo.

Con il Salmo 76 preghiamo :

" Forse Dio ci respingerà per sempre,
non sarà più benevolo con noi?
E' forse cessato per sempre il suo amore,
è finita la sua promessa per sempre? 


Può Dio aver dimenticato la misericordia,
aver chiuso nell'ira il suo cuore?
E ho detto: «Questo è il mio tormento:
è mutata la destra dell'Altissimo».

Ricordo le gesta del Signore,
ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Mi vado ripetendo le tue opere,
considero tutte le tue gesta ".


Andrea Carradori


domenica 5 maggio 2013

Achtung ! Pericolo ! Per i Sacerdoti e per i Fedeli legati alla Tradizione !



Le “ bacheche “ dei fedeli legati alla tradizione su Facebook e sui blog sono monitorati dai novelli "giacobini "chierici e laici.

Leggete il "feroce" intervento di un Sacerdote del nord Italia, a me sconosciuto , che ha scritto sulla mia “bacheca” di Facebook a proposito di una foto che avevo messo a proposito  dell'aggressione subita da S.E.R. Mons. Andrè-Joseph Leonard, Arcivescovo Metropolita di Malines-Bruxelles delle famigerate Femen .
Avevo  voluto esprimere la mia solidarietà  quel degno Successore degli Apostoli.
Il “titolo” che avevo attribuito alla foto  ricordava vagamente delle  “stipendiate” occasionali ... ed ha dato spunto al prete di scatenarsi contro di me e contro gli innocenti "siti tridentini ..." : 

“ Satana opera attraverso la perversione di queste persone, ma anche attraverso chi si scaglia con giudizio e con maleducazione verso di loro. Caro signor Andrea Corradori, ( SIC ! ) lei è un insegnante? E insegna ai suoi studenti a rivolgere simili giudizi ergendosi a giudice sul comportamento degli altri? Devo ricordarle il passo dell'adultera? "Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei". 
E' forse questo quello che lei impara dai siti tridentini che frequenta? Andiamo bene! 
Il disappunto è una cosa, ed è lecito di fronte a certe notizie, ma non permettiamoci di dare delle "p....." a chi nemmeno conosciamo. Preghiamo! 
Il sacerdote vilipeso ha sicuramente un difensore più degno...”

Pare che un giornale di un' italica regione abbia recentissimamente messo alla gogna un Sacerdote di Cristo, mite ed equilibrato, attraverso il solito, perverso e schifoso meccanismo del “taglia+copia+incolla” di un suo vasto scritto.
Giusto ed immediato il commento una fedele :  “Allora é ufficiale la guerra dei modernisti contro la Tradizione Cattolica! Allora sono autentici e fondati i sospetti che il modernismo é frutto luciferino per minare le basi del Cattolicesimo! Non é questione di "fisse" o similari.. I nostri "sistemi di allarme" interiori funzionano a dovere!.. Sono i cattobuonisti ad essere in torto! Ad essere nel buio! .... Preghiamo per loro, perchè non avvenga scisma tra 2 fazioni di cattolici.. I cattobuonisti modernisti ed i tradizionalisti…
Siamo accorti a quello che scriviamo e aumentiamo la nostra preghiera  soprattutto per i Consacrati ! 
I nostri scritti vengono usati per accusarci “giorno e notte” e per martirizzare soprattutto i Sacerdoti e i Religiosi legati alla Santa Tradizione :
Ecco il menù che carnefici  della Tradizione hanno adottato
1) Individuare su Facebook solamente i preti che hanno un’impostazione tradizional-devozionale, soprattutto quelli hanno foto mentre celebrano “ad Crucem” , con i paramenti antichi , le berrette ecc ecc
2) Una volta individuato il prete tradizionale esaminare con ogni cura amicizie, le foto delle amiche – se portano scollature , gonne corte , tatuaggi ecc
3) Una volta individuato il prete tradizionale esaminare  i “mi piace” nei vari post
4) Una volta individuato il prete tradizionale esaminare i commenti degli amici/che
5) Una volta individuato il prete tradizionale esaminare scrupolosamente le note che ha scritto :
A ) su due pagine o tre pagine di scritti copiarne una piccola parte per farla sembrare compromettente, politicamente scorretta ;
B) tagliarne accuratamente la maggior parte;
C) Fare copia + incolla di due frasette tolte dal contesto generale .
6) Condire l’articolo ottenuto in questo modo con abbondante salsa modernista : “ il prete già noto per celebrare la messa con le spalle al popolo …” 
 Voilà ! L’articolo per martirizzare il povero prete è pronto !
“E’ vecchia storia che beatamente ancor la beve il popolo”. ( Andrea Chenier - nemico della patria -)


Un SOLO consiglio :
- scriviamo SOLO sui pizzi e sui  merletti facendoci  considerare una specie di irriducibili esteti ... 

Preghiamo invece per i Sacerdoti e i Religiosi vittime della calunnia e della cattiveria soprattutto quando viene dai loro confratelli ( che è la più tagliente e pericolosa ).
Se ci osservano e ci martirizzano SIAMO SULLA BUONA STRADA

Andrea Carradori