giovedì 24 aprile 2014

Piange il telefono. Piange la Santa Madre Chiesa .

Fratelli nella Fede : il mondo cattolico è appeso al filo di un telefono perchè attende di sapere se  il Vicario di Cristo sulla terra e Successore del Principe degli Apostoli Papa Francesco ha veramente telefonato ad una Signora, divorziata e risposata da quasi venti anni, dicendole che avrebbe potuto ricevere eugualmente la Santa Comunione.
In questa prolungata settimana santa per la Chiesa abbiamo il dovere di osservare, con le lacrime agli occhi, a quale livello è giunto il Pontificato .
Personalmente non credo che il Papa abbia fornito un tale "consiglio" alla Signora ma è gravissimo il fatto di per se' : a causa o per colpa delle telefonate " umanitarie " che il  Sommo Pontefice elargisce con biblica abbondanza ognuno si sente autorizzato a tirar dalla propria parte il Papa ( = Magistero della Chiesa ). 
Non occorre aggiungere altro ... 

Poiché una parte ha violato il riserbo della comunicazione privata, fornendo la loro versione unilaterale, occorre una smentita seria e rapida, è la dottrina della Chiesa in gioco, non la reputazione di un Pontefice, che non dovrebbe (parlo da umile fedele) prestarsi alla spettacolarizzazione dei suoi gesti né farsi prendere al laccio dei media con un loro uso ingenuo.
Inquieta dover ricorrere sovente ad un 'attività di analisi interpretativa rispetto a commenti ed esternazioni del Pontefice che su alcuni temi fondamentali dovrebbero brillare in trasparenza e linearità.

Per gli zerbini, filogovernativi del potere vigente (  chi comanda ora nella Chiesa ? ) la questione sarebbe risolta : " Ma per la Sala Stampa vaticana si tratta di una comunicazione privata del Pontefice e, pertanto, non ci sono commenti al riguardo."
Quindi, a seconda di questa "smentita/comunicazione/non smentita/non comunicazione", il Papa, nei suoi rapporti personali, potrebbe derogare "de plano" al Magistero ... 
Assai peggio la toppa del buco ...

Chissà quante altre volte la frase sopra dovrà essere " riciclata " per analoghe circostanze future ... copia + incolla ... 
Qualcuno, invece , non riesce a comprendere perchè c'è tanta trapidazione  per questa ennesima notizia/non notizia papale ;
" Comunque non capisco tutto questo sconcerto. 
L'avesse detto Benedetto XVI le cose che ha detto Francesco avrei capito lo shock
Ma qui stiamo parlando di un Papa-showman che fin dalla prime parole da quel 13 marzo non perde occasione per relativizzare 2000 anni di cristianesimo. 
Pertanto non comprendo tutto questo scetticismo sulla notizia".
Apprendiamo che il Signor " Il cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, gran consigliere del Papa – del quale è stato anche un grande elettore – e coordinatore della consulta degli otto porporati che studia la riforma della governance vaticana, è preoccupato. 
Vede agitarsi strane correnti nei sacri palazzi, per nulla ben disposte nei confronti della svolta impressa nell’ultimo anno da Francesco. " 
Al Signor Cardinale rispondiamo che sta bleffando alla grande quando parla :  " ma allo stesso tempo sta risvegliando una opposizione sorda non solo nella vecchia curia, ma anche in chi non ci sta ad aver perso privilegi nel trattamento e nelle comodità ..." non si tratta di privilegi e di comodità caro Signor Cardinale ... "l’esistenza di una fronda interna che resiste al “nuovo modo di essere chiesache Francesco sta cercando di costruire " è basata solo sull'amore, usque ad effusionem sanguinis, per la Chiesa , per la Magistero e per il Papato, istituzioni divine, donate dal Nostro Divin Redentore per la salvezza delle anime.
Il Signor Cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, sponsorizzato fin dalla morte di Giovanni Paolo II su TG2,  sta usando la tattica demagogica propria di ogni regime dittatoriale additando ai sudditi dei mostri da combattere perchè sarebbero gli "untori" che resistono al " nuovo " ...
Ma questo E' il linguaggio degli aguzzini/rivoluzionari/dittatori NON di un uomo di Chiesa che dovrebbe avere in bocca ben altre espressioni molte delle quali fanno parte del linguaggio quotidiano di Papa Francesco : dialogo, misericordia, comprensione ...
Qualcuno mi spieghi perchè io tremo ogni qual volta leggo il nome di questo Cardinale o vedo la sua foto .

A.C.

martedì 22 aprile 2014

In difesa, umana e cristiana, del Cardinale Tarcisio Bertone


Neppure i sacri giorni della Pasqua del Signore hanno preservato l’ottantenne Cardinale Tarcisio Bertone ( già Segretario di Stato Vaticano sotto il Pontificato del grande Benedetto XVI) dagli strali della persecuzione mediatica guidata :  efficace agli occhi di noi robotici/telecomandati/ fedeli.
Poche sere fa accendendo occasionalmente il mio polveroso apparecchio televisivo ho captato per caso una delle tante trasmissioni osannanti Papa Francesco, condotta da un noto giornalista distintosi per aver messo più volte in dubbio persino la reale esistenza di Nostro Signore Gesù Cristo. 
Avendo notato un’insolita enfasi, quasi un' abnorme eccitazione senile, da parte del conduttore nel trattare la figura dell’attuale Pontefice non spensi, come ho fatto tante altre volte, disgustato, il televisore ma scansando le ragnatele che lo ricoprono mi sono messo in ascolto del programma.
Fra gli ospiti di quel conduttore c’era un vaticanista, dal viso moraleggiante e moralistico sul tipo del bel Marco Travaglio, che ad un certo punto, senza essere interrotto, ha sparato a zero contro il Card. Bertone ed altri Curiali ( facendo nome e cognome ) che, a suo dire, costituivano la corte del salesiano ex Segretario di Stato Vaticano.
Metodi giacobini a noi purtroppo conosciuti ...
Poichè il nostro cuore  pulsa per la Santa Madre Chiesa, possedendo un minimo di pudore umano ci rattristiamo  per questa continua gogna mediatica a cui alcuni uomini di Chiesa ( penso ad esempio al degnissimo ed umilissimo Card. Mauro Piacenza – che nella trasmissione televisiva  è stato citato subito dopo l’ultra / infangato Bertone – ed agli altri Ecclesiastici sono sottoposti : condannati preventivamente alla flagellazione mediatica - tutti citati nome e cognome -  solo perché non si sono uniti neppure idealmente alla “flashmob dei Vescovi a Rio de Janeiro” dimostrando di conservare  in cuore  dignità sacerdotale e vescovile che ha impedito loro di compiere una siffatta buffonata mondana.
Pochi giorni fa  Papa Francesco, e prima di lui Papa Benedetto XVI e prima di lui Giovanni Paolo II e prima di lui tanti altri Papi e prima di loro Nostro Signore Gesù Cristo, ci ha chiesto di andare contro corrente ... ma i chierici che vanno  contro corrente - cioè contro le mode che ridicolizzano la dignità Sacerdotale ( come avvenne in piena Rivoluzione Francese con il Vescovo di Parigi che usciva con le insegne giacobine invece che con la Croce pettorale )  vengono pubblicamente infangati sotto i riflettori RAI … a spese nostre … e questo andrebbe evangelicamente bene ( ... beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno ...) MA QUANDO GLI ISPIRATORI E I SUGGERITORI DELLA PERSECUZIONE TRAMITE CALUNNIA SONO I LORO STESSI CONFRATELLI NEL SACERDOZIO E NELL'EPISCOPATO la cosa si fa assai più grave ...
Mi rallegro dunque con gli Ecclesiastici diffamati ora : soffrire in vita ed essere calunniato dopo la morte è segno di predilezione divina (Mt. 5, 11 " diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia"). 
Vehementer dilexit Christum et Ecclesiam semper idem.

Forse il salesiano Card. Tarcisio Bertone passerà il resto dei suoi giorni ripendo in cuor suo sempre la stessa domanda - a mo' di ritornello -   : “ Sono riuscito veramente a proteggere Papa Benedetto XVI dal branco di lupi che lo circondava oppure ho ceduto ed ho avuto paura ?

Qualche altra riflessione, interente soprattutto il terzo segreto di Fatima, il Cardinale sicuramente se la porrà…

Noi  oggi però ci poniamo a difesa del Card. Tarcisio Bertone perché il nostro sensus Ecclesiae ce lo impone e perchè ce suggeriscono candidamente alcuni suoi Confratelli “intra moenia”.

Trascrivo ad hoc due riflessioni pubbliche sulla vicenda che scandalizza per il modo in obiettivo con cui è stata presentata.

"Bisognerebbe sempre verificare le fonti. 
Bertone intanto non ha proprio nulla. 
Bertone è un salesiano, e come tutti i religiosi (non è soltanto un vescovo ma è anche un religioso, ossia uno che oltre a ricevere il Sacramento dell'Ordine nei tre gradi ha anche professato in maniera perpetua i tre voti di povertà, castità e obbedienza) non possiede diritto di acquisto di beni propri. 
E' ospite di una struttura, bella senz'altro, ma non sua, con 100 metri quadri di terrazza e circa 500 di locali, in cui andranno a vivere, in stanze differenti, anche i collaboratori stretti, visto che un uomo di quell'età non può vivere da solo. 
Conoscevo un professore qui a … che aveva diversi appartamenti, alcuni non a scopo abitativo, ma semplicemente per collocare i propri libri, perché aveva una biblioteca personale immensa. Nessuno mi pare lo abbia giudicato. 
Temo che alcuni - vista l'eco mediatica di questa "notizia" - siano affetti da invidia e da quella tendenza a desiderare le cose altrui che, se è disdicevole in generale, lo è a fortiori per un cristiano".

***
Qualcuno s' è posto questa domanda : se la notizia, fornita dal giornale, non è vera perché il Cardinale non ha querelato il Quotidiano che l’ha diffusa in modo così roboante ? 
 Chi davvero crede che una querela per diffamazione a mezzo stampa possa essere risolta in questa vita ? 
L'ottantenne Card. Bertone,  che ha fatto voto di povertà quando ha abbracciato la vita religiosa, quando potrebbe ricevere giustizia per una denuncia di diffamazione a mezzo stampa ? 
Fra 20 anni quando ne avrebbe 100 ? 
Meglio che egli impieghi le sue forze nella  preghiera anche nei confronti dei  molti suoi diffamatori  e nell'attenta riflessione sugli  errori che ha compiuto. 
La penitenza e l'emendazione lo nobiliteranno agli occhi di Dio. 
Se anche la notizia del Quotidiano fosse vera il super attico bertoniano rimarrà, perfettamente ristrutturato a sue spese, a disposizione della Santa Sede che prima o poi riceverà un bel regalo da un suo devoto Cardinale . 
Come è sempre accaduto e come sempre accadrà” .

Andrea Carradori

domenica 20 aprile 2014

Pasqua : Cristo riprende la sua regalità ed ha con se' la Chiesa !



TERZA ICONA: LA RISURREZIONE
Cristo riprende la sua regalità! 
Nel suo trionfo non è solo. 
Ha con sè la natura dell''uomo, ora
introdotta nella gloria. 
Ha con sè la Chiesa, la sua Sposa. 
Ha con sè ogni uomo, per il quale ha preparato un posto nella casa del Padre. 
Ha con sè
gli schiavi affrancati con il suo sangue. 
Ha con sè
i piccoli, che lungo la storia diventeranno il riflesso più bello della sua vittoria. 
Ci è restituita
la
dignità e noi siamo condotti dagli angeli nella dimora di Dio. 
E' necessario, però, che la gloria che
ora contempliamo e per la quale gioiamo, sia la nostra gloria quotidiana. 
La
kenosi
di Gesù continua
nella
kenosi
di ogni discepolo. 
Rinnegare se stessi e prendere
la croce, morire al pensiero del mondo
che ci seduce con l'allettamento del poter fare a meno di Dio, dei suoi comandamenti, della
mediazione della Chiesa. 
Morire a noi stessi per ri
nascere incessantemente con la grazia dei
sacramenti e con la carità, che rende il nostro cuore simile al cuore di Dio.
Non si vive la gloria senza la speranza. 
E la speranza non è un principio del futuro, ma il
futuro stesso introdotto nel presente; non è un vago presagire, bensì la ferma certezza che la
promessa sarà realizzata; che anzi essa avviene, perchè noi possediamo già la vita eterna e fin d'ora
siamo figli di Dio. 
La speranza abita il cuore avve
zzo al silenzio, giacchè essa non si impone
all'esterno, come la fede e la carità, e tuttavia r
iempie il cuore, e si impone come il gridare felice
di
un bambino che riempie la casa. 
Resta insuperato quanto Charles Peguy fa dire a Dio a proposito
della speranza nel "Portico della seconda virtù".
Abbiamo citato la bellisima omelia di Epifanio. 
Torniamo ad una sua proposizione, seguendo
il commento che ne fece Joseph Ratzinger in una sua
omelia:
" Io non ti ho fatto per essere prigioniero. Alzati, Cristo ti illuminerà. 
La Chiesa anticaha usato questo dialogo tra Cristo e Adamo come inno battesimale, come chiamata della Chiesa
credente al battezzando. 
Con essa esprime il fatto
che la Pasqua, la vittoria con la quale Cristo ha
diroccato il muro dell''alienazione e ci ha condotti all'aperto, risuona continuamente nel sacramento
del battesimo. 
In esso egli ci prende per mano; in
esso la verità parla a noi e ci mostra la strada che conduce alla libertà (...). 
Il rinnovamento del battesimo e quindi la vera celebrazione della pasqua, che è liberazione, consiste nell''accettare di nuovo la verità della fede, nell'entrare nella luce di questa verità, nel superare da credenti l'oscurità legata all'assenza di verità e nel trovare così il vero nocciolo della nostra libertà. << Alzati, Cristo ti illuminerà>>. 
La vera azione liberatrice della Chiesa consiste nel conservare la verità nel mondo.
Noi veniamo liberati nel momento in cui
accettiamo la verità e ce la lasciamo nuovamente donare come la nostra strada (...). 
Anche nella Chiesa siamo diventati senza coraggio. 
Noi pensiamo che sia arrogante e trionfalistico supporre che
la fede cristiana dica la verità. 
Abbiamo in qualche modo udito confusamente che tutte le religioni si sono formate storicamente, l'una in un modo e l'altra in un altro, e che ognuno deve essere esattamente come si è trovato ad essere con la sua nascita. 
Così però la religione da verità diventa abitudine; diventa un vuoto gioco di tradizioni che non significano più nulla

(Guardare al Crocifisso , Milano, 1992, pp. 112-113).

L'augurio che oggi ci rivolgiamo reciprocamente è di poter essere condotti fuori da ogni
possibile prigione che attenti alla nostra libertà.
E' quello che ci venga donato un cuore nuovo,
capace di darsi totalmente a Cristo; un cuore che sia abitato dal coraggio della fede e dalla gioia di
una vita che è già iniziata, di una gloria che adesso è comunicata e che un giorno sarà consumata, quando il silenzio dell'adorazione lascerà il posto al canto della contemplazione.

Prof. Don Antonio Ucciardo

( QUI la meditaziopne completa )

lunedì 14 aprile 2014

Chi deve confermare nella fede al di fuori di Roma? Chi deve parlare, non può tacere.

Ordinaria azione pastorale di un Sacerdote .
Copio + incollo :

Stamane mi è toccato tranquillizzare la mia parrocchietta personale (edicola, macellaio, fruttivendolo).
E la cosa mi ha fatto pensare.
Tanta gente semplice è nella più grande confusione. Percepisce che stanno cambiando il mondo e si aggrappa alla sola voce che potrebbe rappresentare anche la loro.
Perché il Papa non parla?
Chiaramente sanno tutto del Papa, dal mate alle foto con la gente in piazza.
Ma non sanno che due giorni fa il Papa ha parlato.
I loro canali di informazione sono quelli che sono.
Erano contenti di sapere che il Papa ha parlato.
Da qui due domande.
La prima: chi deve confermare nella fede al di fuori di Roma?
Chi deve parlare, non può tacere.
La seconda è questa: siamo sicuri che l'euforia mediatica porti davvero nuove anime a Cristo?
Forse qualcuno pensa che la Chiesa sia tutta una cosa.
E' una, ma non è tutta omogenea.
Per dieci cattolici adulti, intervistati a più non posso, ce ne sono diecimila che hanno conservato la semplicità della fede.
Non frequentano, forse, ma hanno le idee chiare.
E sanno che se anche la Chiesa tace, allora è davvero finita!
Per lo meno è qualcosa che mai s'era sentito.
E hanno ragione nel mostrare volti esterrefatti.

Ps: chissà, meglio acchiappare la misericordia quando passa, pur non frequentando, che tenere banco e diffondere il pensiero del mondo camuffandolo per pensiero di Cristo. Il mio pensiero è cattivo, lo so. 
Ma sfiora...

( Un Sacerdote )

domenica 13 aprile 2014

Domenica ( seconda) di Passione con una domanda papale

Caro don …
come tutti noi anche tu  eri compiaciuto che il Papa avesse “moderato” le battute a braccio... consentendoti di continuare, sia pur con grandi difficoltà derivanti dal momento  , nella fruttifica e devota pratica della benedizione   pasquale  delle case e delle famiglie … ( leggere QUI )
Il nostro era un compiacimento che oggi trova un nuovo punto di domanda. 
Il Papa poco fa ha detto : " Sono io come quei capi che il giorno seguente sono andati da Pilato per dire: “Guarda che questo diceva che sarebbe risuscitato. Che non venga un altro inganno!”, e bloccano la vita, bloccano il sepolcro per difendere la dottrina, perché la vita non venga fuori?
Dov’è il mio cuore? A quale di queste persone io assomiglio? Che questa domanda ci accompagni durante tutta la settimana."


 http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2014/documents/papa-francesco_20140413_omelia-palme_it.html


sabato 12 aprile 2014

E' la Croce che salva ! Non la pacca sulle spalle che non salva nessuno !



Ribadisco il mio pensiero. Tanto non possono trattarci peggio di come già ci trattano. 
La misericordia di Dio sarà clemente con le nostre fragilità, se avremo chiesto perdono ed emendato. 
Sarà benevola, quando il cuore desidererà sinceramente la conversione e l'obbedienza alla volontà di Dio. 
Ma sarà giustizia senza sconti per chi avrà scelto di impugnare la verità nella propria vita e in quella degli altri. 
Essere conniventi di un pensiero avverso a quello di Dio non porta alla salvezza. 
Il mondo e settori stessi della Chiesa potranno applaudirci per la libertà dimostrata, la solidarietà umana e quanto altro si vuole, ma finiremo per dannarci l'anima. 
Posso rubare un pezzo di pane per fame o persino per capriccio, ed avere perdono. 
Ma se progetto o appoggio una rapina ad una grande banca, la considerazione sarò diversa. Qui stanno rapinando l'uomo della sua dignità, e noi finiamo per considerarlo come un furto di caramelle. 
La pacca sulle spalle non salva nessuno! Salva la verità! In noi e negli altri. ( dallo scritto di un Sacerdote-Teologo )



Pange, lingua, gloriosi proelium certaminis
et super crucis trophaeo dic triumphum nobilem,
qualiter redemptor orbis immolatus vicerit.

De parentis protoplasti fraude factor condolens,
quando pomi noxialis morte morsu corruit,
ipse lignum tunc notavit, damna ligni ut solveret.

Hoc opus nostrae salutis ordo depoposcerat,
multiformis perditoris arte ut artem falleret
et medelam ferret inde, hostis unde laeserat.

Quando venit ergo sacri plenitudo temporis,
missus est ab arce patris natus orbis conditor
atque ventre virginali carne factus prodiit.

Vagit infans inter arta conditus praesaepia,
membra pannis involuta virgo mater adligat,
et pedes manusque crura stricta pingit fascia.

Lustra sex qui iam peracta tempus implens corporis,
se volente, natus ad hoc, passioni deditus,
agnus in crucis levatur immolandus stipite.

Hic acetum, fel, arundo, sputa, clavi, lancea;
mite corpus perforatur; sanguis, unda profluit,
terra pontus astra mundus quo lavantur flumine.

Crux fidelis, inter omnes arbor una nobilis,
nulla talem silva profert flore, fronde, germine,
dulce lignum dulce clavo dulce pondus sustinens.

Flecte ramos, arbor alta, tensa laxa viscera,
et rigor lentescat ille quem dedit nativitas,
ut superni membra regis mite tendas stipite.

Sola digna tu fuisti ferre pretium saeculi
atque portum praeparare nauta mundo naufrago,
quem sacer cruor perunxit fusus agni corpore.

mercoledì 9 aprile 2014

Il cattolicesimo dipende dalla grazia di Cristo. Per noi la verità è Cristo. Senza alcun compromesso.


Se il cattolicesimo dipendesse dalla perfezione dei suoi membri, sarebbe fallito nel giro di pochi decenni. 
Il cattolicesimo dipende dalla grazia di Cristo. 
Da una parte la miseria e dall'altra la Misericordia, per stare alla celebre descrizione che Agostino fa del racconto dell'adultera perdonata. 
Ma una miseria che chiede di essere redenta, una povertà che vuol essere colmata, una debolezza che aspira ad essere trasformata. 
Passare dalla morte alla vita, non per meriti, ma per grazia. 
E testimoniare il dono che si è ricevuto. 
Il cattolicesimo è l'aver preso sul serio la carne di Cristo. 
E' l'averla mangiata, l'averla assunta, l'averla sentita nella propria stessa carne come forza che sostiene, come luce che guida, come verità che salva. 
Il cattolicesimo è l'aver consegnato la propria carne alla verità di quella consegna divina, contraccambiando l'amore con l'amore. 
Come può una creatura limitata, ma con la sincerità della donazione e con la totale fiducia nelle parole di Cristo. 
Il cattolicesimo è stare ai piedi di Gesù per poter passare nella storia sanando e beneficando, come Gesù. 
Per estendere la salvezza bisogna prima essere salvati. 
O bisogna almeno essere certi di aver incontrato la salvezza.
Se il peggiore dei delinquenti esortasse un giovane alla rettitudine morale, non sarebbe un ipocrita. 
Sarebbe semplicemente un uomo onesto. 
E forse sarebbe un uomo redento. 
Tutto questo ci commuove nella letteratura, nelle conversazioni, ma ci scandalizza se deriva dal Vangelo. 
Perché oggi è nato il mito dell'insegnamento a partire dalla coerenza, che è il modo pratico di mettere a tacere qualsiasi forma di insegnamento. 
Come se la verità non fosse più qualcosa di oggettivo, ma dipendesse dalla credibilità di chi la propone. 
Nessuno però, è totalmente credibile. 
La verità si impone perché è la verità. 
E per noi la verità è Cristo. 
Senza alcun compromesso.
Ma allora non bisogna essere coerenti? 
No. 
Bisogna essere santi, che è cosa diversa. 
Il santo è il coerente al massimo, il testimone per eccellenza, la miseria perfettamente redenta. 
La coerenza morale non è garanzia di santità, mentre la santità è certezza di coerenza morale. 
La coerenza la si implora in ginocchio, non la si esercita per convenzione. 
Tanto è vero, che la si riconosce nel momento della prova e della persecuzione, perché è la risposta all'amore che si è ricevuto. 
Anzi, affiora in modo sorprendente, da poveri uomini, quando la storia si aspetterebbe esattamente il contrario.
Bisogna chiedersi se in tanti discorsi odierni, se in tante omissioni di fronte ai cosiddetti valori non negoziabili, sia ancora chiaro che la salvezza è un dono di grazia, che il Redentore è Cristo. 
Bisogna chiedersi se crediamo ancora che all'amore si risponda con l'amore. 
Amore per Cristo, innanzitutto. 
Se crediamo ancora che la verità possa essere indicata e amata nonostante la nostra incapacità di assumerla totalmente. 
Meglio desiderarla e implorarla che considerarla come una conquista delle nostre povere forze. 
Se lottiamo veramente per la coerenza cristiana, siamo felici che altri possano esserlo con noi, prima di noi, meglio di noi. 
A volte il rispetto assoluto è soltanto sintomo della nostra incredulità. 
Un cristiano che si converte veramente, che lotta per conformarsi a Cristo, diventa uno che grida. 
Spesso il silenzio è soltanto la voce della mediocrità. 
Ed è questo che mi fa paura nell'attuale momento.

( un pregevole scritto di un Sacerdote-Teologo )