venerdì 26 agosto 2016

Terremoto Centro Italia 2016 :la fede cristiana e il dolore… Tanto dolore… Perché Signore?

Un Teologo, da cui tante altre volte abbiamo attinto degli edificanti testi pieni di fede e di cristiana speranza, a proposito del Terremoto del Centro Italia che stiamo vivendo con sofferenza in questi giorni ha scritto:

La fede cristiana e il dolore… 
Tanto dolore… Perché Signore?


Lo chiedono anche in TV, lo chiedono ai Sacerdoti.
E a volte ci sono risposte evasive...

Gesù tuttavia non ha mai detto che, credendo in Lui, non avremmo conosciuto più il dolore, tanto è vero che il dolore l’ha conosciuto Lui stesso, che è Dio.
Gesù ha detto che portare la croce è necessario. Inoltre ha detto che il dolore sofferto va offerto.
Non è che il dolore vada cercato, quasi autoinfliggendoselo, ma quando arriva esso va accettato, comprendendone il senso.
Un’anima indisponibile a contemplare il mistero del dolore, che lo stesso Cristo ha assaporato fino in fondo, non potrebbe pretendere di conoscere a fondo la Verità del vangelo, ne’ di trarne più luce di quanto ne tragga chi quella fede non ha.
La Madonna, corredentrice, questo l’ha fatto.
Il sangue di Cristo è mezzo e prezzo della redenzione, in sacrificio di espiazione. 
Dalle ferite del corpo martoriato di Nostro Signore non esce semplicemente il sangue tragico e disperante della vittima, certamente penoso e che muove a pietà. 
In realtà da quelle ferite di un corpo martoriato, travolto dagli insulti ai quali s’è consegnato, escono i raggi di una luce inedita, che si posano a consolare chi a quel dolore dà fede non vergognandosene o scandalizzandosene!
Il dolore redime perché espia. 
E’ difficile capire il dolore se non si capisce il peccato. 
Ed è difficile capire il dolore innocente se non si ha fede nell’Innocente che ha patito un dolore assolutamente immeritato, facendone lo strumento di un’espiazione capace di salvare le anime (che residuano vive alla morte dei corpi) da un destino terribile ed eterno. 
Ancora oggi è così: il peccato offende, ammorba, semina un rifiuto sistematico e tracotante della Verità. 
Chiede espiazione, della quale il dolore è l’espressione.
L’incomprensione del dolore è l’effetto collaterale della densità delle tenebre, dell’assenza della vera luce. 
Mentre all’uomo piace parlare d’amore, facendone giustificazione ai propri peccati, ecco che pare assurdo il dolore, quasi che i propri peccati non esistessero… 
Il Salvatore ci salva per santificarci, ma è venuto a santificare anche il dolore, senza farne un’insensatezza. 
Ma il vangelo è un amor che soffre, sapendolo offrire per riparare e guarire. 
La “ricostruzione” da fare non è solo quella delle cose, se resta il buio dentro.
Chi è scampato a un disastro può chiedersi perché lui sì e un altro no. Chi è malato può chiedere la guarigione. 
A volte si ringrazia perché la prova “finisce bene”. 
E’ più difficile capire il perché di una prova, è più difficile leggere già in quella un inizio di qualcosa di importante e non solo la fine (o solo alla fine). 
La morte non è la conclusione di tutto, ma certe vite possono essere tremendamente finite in un vicolo cieco!
Il male non viene da Dio. 
Eppure esiste. 
E il dolore è un’occasione per capire tante cose e da che parte stare. Può esserci il pianto, può esserci il tormento, ma l’anima unita al suo Signore comprende che cosa vien permesso da Dio. 
A volte è nelle cose che vanno a gonfie vele che Dio diventa totalmente un estraneo!
La croce insegna che soffrire può essere un dono di Dio agli uomini, unione all’esperienza di Cristo. 
Perciò mezzo, inspiegabile per chi è lontano da tutto questo, per essere salvatori oltre che salvati. 
Se patire salva, il dolore è un mezzo di salvezza. 
E se il mondo è pieno di dolore, chiediamoci quanto peccato lo percorra.
...
L’umanità irretita di suggestioni luciferine, ribelle a Dio, superbamente illusa d’essere padrona del proprio tempo, ha educato persino chi ha fede all’incapacità di contemplare la propria fragilità, credendo sempre che certe ore riguardino qualcun altro. 
Ci illudiamo di poter deviare gli eventi voluti da Dio, creando un destino da noi. 
E ce ne gloriamo. Salvo, quando i conti non tornano, chiederne conto a Dio. 
Perché? 
Dov’eri?
Il dolore nasce dal peccato. 
Il primo autore del castigo all’uomo è proprio l’uomo che asseconda Satana, che ci sprona al peccato. 
Il dolore per l’occhio solo umano o psichico è un male. 
Con un occhio soprannaturale, spirituale, contiene un bene più grande, specie per chi offrendosi come sacrificio d’espiazione per le manchevolezze del mondo diventa redenzione per coloro che giusti non sono.
Il dolore di un innocente atterisce in questa vita e dura un istante. Ma la vita è eterna. 
E quell’anima innocente, che non aveva colpa alcuna, è transitata nella vita che non muore, accanto al Signore che con il Suo dolore innocente è il Salvatore di chi ne vede la luce. 
Malattie, corruzione, guerra e calamità sono un disordine subentrato all’ordine. 
Sono frutti del peccato, opera delle tenebre che si oppongono alla Luce.
Il dolore viene dal Male. 
Gesù non l’ha abolito. 
L’ha messo in spalla, lasciandosene ferire e rendendocene la luce, così che possiamo unire la nostra offerta per santificare ciò che santo ancora non è. 
La sofferenza redime e basta guardarsi intorno per capire il bisogno che c’è di redenzione. 
I nostri conti non tornano? 
Non paga chi dovrebbe? 
Dio fa i conti in un modo differente e vedendo dove conduce la precisa razionalità degli uomini, c’è da star sicuri che li faccia molto meglio Lui! 
Intanto per chi ha di fronte il dolore del fratello, oltre alla contemplazione del mistero del suo dolore, c’è anche l’esercizio dell’amore, così che la misericordia che Dio prova per il malcapitato ci sostenga nell’essere imitatori del Signore anche nella pietà.
La via del dolore è la via del Cielo, perché seguendo quella si imbocca anche la via dell’amore. 
Il dolore chiede accettazione, non rassegnazione, se non nel disporsi alla volontà di Dio, nella carità verso tutti.
Ci fossero state altre vie, Gesù avrebbe percorso quelle. 
Ma così non è stato. 
E così non sarà. 
La porta è stretta e non l’allargheranno nemmeno i rendering più arditi dei grandi architetti reputati più geniali; non l’allargheranno le larghe vedute dei grandi maestri del pensiero, i filosofi ritenuti più acuti.
Il dolore non viene da Dio. 
Dio lo permette e noi sappiamo il perché, accettando d’averne anche la parte che il Figlio di Dio accettò di portare al Calvario.

Spero di non scandalizzare qualcuno... bisogna pregare tanto.

mercoledì 24 agosto 2016

Terremoto 2016 Centro Italia : "Signore, salvaci, siamo perduti"!

La scorsa notte, quando la forte scossa di terremoto sembrava non terminare mai,  avremmo desiderato essere come gli Apostoli   che in preda alla tempesta nel mezzo del mare di Galilea  si affidarono totalmente a Gesù: "Signore, salvaci, siamo perduti !"
Quando ci crediamo essere capaci di tutto: ecco arriva la mozione divina che ci fa capire che senza di Lui l'uomo "è come l'erba, come il fiore del campo" che in solo soffio di vento viene spazzato via.
Alla fine di questo giorno di sofferenza e di lutto anche noi vogliamo affidarci totalmente a Gesù, Via, Verità e Vita:"Maestro, maestro, siamo perduti!" affinchè Egli possa comandare alla natura e al terremoto di cessare di nuocere contro coloro che con animo semplice e puro confidano in Dio.
Preghiamo meditando con le parole di Sant'Alfonso Maria de' Liguori.  

Statutum est hominibus semel mori (Hebr 9,27)
 Da "Apparecchio alla morte"
 di Sant'Alfonso Maria de Liguori, 
Vescovo e Dottore della Chiesa.


La morte è certa. 
Ma oh Dio che ciò lo sanno già i cristiani, lo credono, lo vedono; e come poi tanti vivono talmente scordati della morte, come non avessero mai a morire! Se non vi fosse dopo questa vita né inferno né paradiso, potrebbero pensarci meno di quel che ora ci pensano? 
E perciò fanno la mala vita che fanno.

Fratello mio, se volete viver bene, procurate di vivere in questi giorni che vi restano, a vista della morte. "O mors, bonum est iudicium tuum" (Eccli 41,3). 
Oh come bene giudica le cose e dirige le sue azioni, chi le giudica e dirige a vista della morte! 
La memoria della morte fa perdere l'affetto a tutte le cose di questa terra. 
"Consideretur vitae terminus, et non erit in hoc mundo quid ametur", dice S. Lorenzo Giustiniani. "Omne quod in mundo est, concupiscentia carnis est, concupiscentia oculorum, et superbia vitae" (1 Io 2,16). 
Tutti i beni del mondo si riducono a' piaceri di senso, a robe e ad onori; ma ben disprezza tutto, chi pensa che tra poco ha da ridursi in cenere e ad esser posto sotto terra per pascolo di vermi.

Ed in fatti a vista della morte i Santi han disprezzati tutti i beni di questa terra. 
Perciò S. Carlo Borromeo si tenea nel tavolino un teschio di morto, per mirarlo continuamente. 
Il cardinal Baronio sull'anello teneasi scritto: "Memento mori". 
Il Ven. P. Giovenale Ancina vescovo di Saluzzo tenea scritto sopra un altro teschio di morto il motto: "Come tu sei, fui pur io: e com'io sono, sarai pur tu". 
Un altro santo Eremita dimandato in morte, perché stesse con tanta allegrezza, rispose: Io ho tenuto spesso avanti gli occhi la morte, e perciò ora ch'è giunta, non vedo cosa nuova.

Che pazzia sarebbe d'un viandante, se viaggiando pensasse a farsi grande in quel paese per dove passa, e non si curasse di ridursi poi a vivere miseramente in quello dove ha da stare in tutta la sua vita? E non è pazzo chi pensa a farsi felice in questo mondo, dove ha da stare pochi giorni, e si mette a rischio di farsi infelice nell'altro, dove avrà da vivere in eterno? 
Chi tiene una cosa aliena in prestito, poco ci pone affetto pensando che tra poco l'ha da restituire: i beni di questa terra tutti ci sono dati in prestito; è sciocchezza metterci affetto, dovendoli tra poco lasciare. La morte ci ha da spogliare di tutto. Tutti gli acquisti, e fortune di questo mondo vanno a terminare ad un'aperta di bocca, ad un funerale e ad una scesa in una fossa. 
La casa da voi fabbricata tra poco dovrete cederla ad altri; il sepolcro sarà l'abitazione del vostro corpo sin al giorno del giudizio, e di là dovrà poi passare al paradiso o all'inferno, dove già prima sarà andata l'anima.

[Tratto da "Apparecchio alla morte", di Sant'Alfonso Maria de Liguori]


Cordialiter

martedì 23 agosto 2016

Don Morselli: "Bisognerebbe fare vescovo l’imam di Lecce, ha compreso lui più di tanti prelati nostrani"

Bene ha scritto Rodolfo de Mattei " L’Islam suona la sveglia all’Occidente mettendone a nudo le intrinseche fragilità ed evidenti contraddizioni
Negli ultimi mesi, l’Europa laica e liberale, di fronte all’intensificarsi dei tragici attentati, dei sempre più massicci flussi migratori provenienti dalle incendiarie coste libiche, in aggiunta agli impietosi dati statistici sul pesantissimo inverno demografico che attende il nostro continente, si è infatti trovata di fronte ad un’accesa e paradossale discussione in merito alla “tollerabilità” di alcuni diritti sociali costitutivi dell’Islam. 
Tra questi, in particolare, il diritto alla poligamia e il diritto ad indossare il cosiddetto “burkini” sulle spiagge europee."
***
Bene ha detto il Teologo don Morselli in una recente intervista che postiamo per intero :
Il teologo don Morselli: “Musulmani a messa? Come dare le perle ai porci”
di Bruno Volpe

Bisognerebbe fare vescovo l’imam di Lecce, ha compreso lui più di tanti prelati nostrani”. 
Lo dice con una punta di tristezza, don Alfredo Morselli, il teologo bolognese di fama, commentando la recente iniziativa che ha visto gli islamici partecipare alle messe cattoliche.

Don Morselli, che cosa ha significato questa iniziativa?

“ Da un punto di vista pragmatico, almeno nelle intenzioni, aveva un valore positivo, era anche comprensibile. 
Si prefiggeva lo scopo di scongiurare il radicamento di certe posizioni e magari smorzare i toni, ma dal punto di vista cattolico, non condivido”.


Perché?

“ Perché abbiamo profanato le messe e le abbiamo dissacrate. 
 Questo è accaduto specialmente dove dall’ambone è stato permesso a musulmani di leggere il Corano, qui siamo al sacrilegio. Come si fa a mettere assieme il vero, cioè la Sacra Scrittura, con quello che è falso per antonomasia, il Corano? 
L’ambone è il luogo deputato esclusivamente alla proclamazione della Parola di Dio. 
Del resto, la presenza di musulmani alla messa non ha senso alcuno perché loro non ci credono, è stato come, lo dico in senso biblico e senza voler offendere nessuno, dare le perle ai porci”.

L’ imam di Lecce non ha partecipato sostenendo che era una sceneggiata e che ci si poteva benissimo incontrare in luoghi diversi…

“ Sono del tutto d’accordo con lui, ha detto una cosa esatta. 
La Chiesa è dedicata con apposito rito alla liturgia cattolica e relativo culto e trovo impropri altri usi. Penso che quell’imam abbia capito molto più di tanti prelati cattolici italiani, bisognerebbe farlo vescovo. 
La possibilità del dialogo esiste sempre, ma senza imbastardirlo con la scelta di luoghi incompatibili e sbagliati”.

Gli islamici alle messe non si sono tolti il loro copricapo, mentre i pontefici in visita alle loro moschee hanno tolto le scarpe in segno di rispetto..

“ Trovo normale che ciò sia avvenuto. 
L’ islamico il berretto non se lo toglierà mai, men che meno in luogo cattolico, per non mostrare sottomissione al Dio che non accetta. 
Noi per loro siamo sempre infedeli da sottomettere costi quello che costi, roba da conquistare con le buone o le cattive”.

Come giudica l’ aver fatto entrare i musulmani alle messe?

“Improvvido e imprudente”.

Il Papa di ritorno da Cracovia sull’ aereo ha detto che anche i cattolici sono stati e talvolta sono violenti…

“ Quello di bacchettare i cristiani e il clero, è divenuto ormai lo sport nazionale e non ci possiamo fare niente. 
Io amo tantissimo questo Papa, sia chiaro. 
Però certe sue dichiarazioni in volo, in tutta onestà, mi lasciano molto perplesso e mi fanno piangere. 
Meglio evitarle”.

Fonte: La Fede Quotidiana

Foto : La Stampa. (Un Sacerdote, non sappiamo chi sia, che contamina la Liturgia in modo tanto mondano come può pensare minimamente di "conquistare" i cuori della sua gente e di "convertire" gli infedeli alla buona novella del Vangelo?)

domenica 21 agosto 2016

Il Papa "la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna"

PAPA FRANCESCO
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 21 agosto 2016


 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
L’odierna pagina evangelica ci esorta a meditare sul tema della salvezza. 
L’evangelista Luca racconta che Gesù è in viaggio verso Gerusalemme e durante il percorso viene avvicinato da un tale che gli pone questa domanda: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» (Lc 13,23). 
Gesù non dà una risposta diretta, ma sposta il dibattito su un altro piano, con un linguaggio suggestivo, che all’inizio forse i discepoli non capiscono: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno» (v.24). 
Con l’immagine della porta, Egli vuol far capire ai suoi ascoltatori che non è questione di numero – quanti si salveranno - , non importa sapere quanti, ma è importante che tutti sappiano quale è il cammino che conduce alla salvezza.
Tale percorso prevede che si attraversi una porta. 
Ma, dov’è la porta? 
Com’è la porta? 
Chi è la porta? 
Gesù stesso è la porta. 
Lo dice Lui nel Vangelo di Giovanni; “Io sono la porta” (Gv 10,9). 
Lui ci conduce nella comunione con il Padre, dove troviamo amore, comprensione e protezione. 
Ma perché questa porta è stretta, si può domandare? 
Perché dice che è stretta? 
È una porta stretta non perché sia oppressiva, ma perché ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura, per aprirci con cuore umile e fiducioso a Lui, riconoscendoci peccatori, bisognosi del suo perdono. 
Per questo è stretta: per contenere il nostro orgoglio, che ci gonfia. La porta della misericordia di Dio è stretta ma sempre spalancata per tutti! 
Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni. 
Una porta stretta per restringere il nostro orgoglio e la nostra paura; una porta spalancata perché Dio ci accoglie senza distinzioni. 
E la salvezza che Egli ci dona è un flusso incessante di misericordia, che abbatte ogni barriera e apre sorprendenti prospettive di luce e di pace. 
La porta stretta ma sempre spalancata: non dimenticatevi di questo.
Gesù oggi ci rivolge, ancora una volta, un pressante invito ad andare da Lui, a varcare la porta della vita piena, riconciliata e felice. 
Egli aspetta ciascuno di noi, qualunque peccato abbiamo commesso, per abbracciarci, per offrirci il suo perdono. 
Lui solo può trasformare il nostro cuore, Lui solo può dare senso pieno alla nostra esistenza, donandoci la gioia vera. 
Entrando per la porta di Gesù, la porta della fede e del Vangelo, noi potremo uscire dagli atteggiamenti mondani, dalle cattive abitudini, dagli egoismi e dalle chiusure. 
Quando c’è il contatto con l’amore e la misericordia di Dio, c’è il cambiamento autentico. 
E la nostra vita è illuminata dalla luce dello Spirito Santo: una luce inestinguibile!
Vorrei farvi una proposta. 
Pensiamo adesso, in silenzio, per un attimo alle cose che abbiamo dentro di noi e che ci impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio, la mia superbia, i miei peccati. 
E poi, pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla misericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono.
Il Signore ci offre tante occasioni per salvarci ed entrare attraverso la porta della salvezza. 
Questa porta è l’occasione che non va sprecata: non dobbiamo fare discorsi accademici sulla salvezza, come quel tale che si è rivolto a Gesù, ma dobbiamo cogliere le occasioni di salvezza. 
Perché a un certo momento «il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta» (v.25), come ci ha ricordato il Vangelo. 
Ma se Dio è buono e ci ama, perché chiuderà la porta a un certo punto? 
Perché la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna.
Alla Vergine Maria, Porta del Cielo, chiediamo di aiutarci a cogliere le occasioni che il Signore ci offre per varcare la porta della fede ed entrare così in una strada larga: è la strada della salvezza capace di accogliere tutti coloro che si lasciano coinvolgere dall’amore. 
È l’amore che salva, l’amore che già sulla terra è fonte di beatitudine di quanti, nella mitezza, nella pazienza e nella giustizia, si dimenticano di sé e si donano agli altri, specialmente ai più deboli.


Dopo l'Angelus:

Cari fratelli e sorelle,
mi ha raggiunto la triste notizia dell’attentato sanguinario che ieri ha colpito la cara Turchia. Preghiamo per le vittime, per i morti e i feriti e chiediamo il dono della pace per tutti.
Ave o Maria, …
Saluto cordialmente tutti i pellegrini romani e quelli provenienti da vari Paesi, in particolare i fedeli di Kalisz (Polonia), Gondomar (Portogallo); vorrei anche salutare in maniera particolare i nuovi seminaristi del Pontificio Collegio Nord Americano. Benvenuti a Roma!
Saluto l’Associazione Santissimo Redentore di Manfredonia, i motociclisti del Polesine, i fedeli di Delianuova e quelli di Verona che sono giunti in pellegrinaggio a piedi. Saluto i giovani di Padulle, venuti per un servizio alla mensa della Caritas di Roma.
A tutti auguro una buona domenica. 
E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. 
Buon pranzo e arrivederci!

Fonte : Sala Stampa Vaticana

giovedì 18 agosto 2016

Jesus Wept (Gesù pianse) nel vedere a quale livello è arrivata la società scristianizzata!

Riportiamo dall'autorevole sito Scuola Ecclesia Mater la testimonianza dei nostri fratelli in Cristo di Oklahoma City e di altre località degli USA: l'amore filiale a Nostro Signore Gesù Cristo e alla Sua amatissima Madre ha trionfato sulle forze delle tenebre.
Dalla nostra amata Patria dobbiamo registrare l'ennesimo atto profanante contro una sacra immagine importantissima anche dal punto di vista artistico c'è da chiedersi a quale livello di bestialità sono arrivati i nostri giovani.
Maria , aiuto dei Cristiani, prega per noi!
AC
" Deo gratias. 
L’empio e squallido gesto sacrilego ai danni della Santa Vergine, che doveva svolgersi ad Oklahoma City e per il quale il card. Burke era autorevolmente intervenuto chiedendo pubbliche messe e preghiere di riparazione (v. qui), è stato un flop totale.
Anzi, è riuscito proprio a coalizzare e mobilitare tutti i cristiani, cattolici e non, in una vera e propria “crociata” per pregare in riparazione degli oltraggi contro il Sacratissimo Cuore di Gesù ed in onore della festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. “Quando si ha tutta la legione romana là fuori, nessuno viene a comprare i nostri biglietti!”, ha detto, in effetti, con disappunto e malcelata rabbia il leader satanista Adam Daniels, che si è trovato davanti al teatro e per tutte le vie della città migliaia di cattolici e cristiani di altre denominazioni.
Migliaia di cristiani (foto 2 ), provenienti da vari Stati americani, hanno marciato pacificamente e pregato nelle chiese con Messe di riparazione e per le vie della città di Oklahoma, riunendosi tutti attorno alla statua intitolata Jesus Wept (Gesù pianse) e portandosi la statua della Vergine di Fatima dinanzi al teatro civico della città dove si è svolto il rito dissacratorio con appena una decina di partecipanti di soliti satanisti invasati (cfr. Satanisti furiosi: l’evento ”messa nera” del 15 agosto è stato un completo flop. Migliaia di cristiani hanno partecipato alle processioni ed eventi di preghiera ad Oklahoma City, in Noalsatanismo,16.8.2016)".

Vicenza, spray su affresco scuola Giotto
Scritte nere vicino a Crocifissione del 1300 (v.foto 1 Ansa)

(ANSA) - VICENZA, 10 AGO - Un grave atto di vandalismo è stato compiuto su un affresco di scuola giottesca risalente al 1320, di autore anonimo, situato a Vicenza nel chiostro del Tempio di San Lorenzo. 
E' stato imbrattato da ignori, presumibilmente alcuni gironi fa, con scritte e simboli tracciati a vernice spray nera. 
Lo scempio interessa la muratura e marginalmente la superficie affrescata dell'opera, collocata in una nicchia alla sinistra della facciata del tempio. 
Il Comune di Vicenza ha presentato una denuncia contro ignoti.
L'affresco raffigura una Crocifissione ed è attribuito a un artista appartenente alla scuola del "giottismo vicentino", movimento di cui fecero parte un gran numero di pittori legati dall'insegnamento e dall'imitazione dei modelli di Giotto.



martedì 16 agosto 2016

Tutto è grazia.Persino lo strazio provocato da settori deviati di questa neo-chiesa pseudo-cattolica

Penso che queste parole che un Fedele ha scritto su un blog autenticamente cattolico non abbiano bisogno di commenti tant'è alto il livello di amore che traspare per la nostra Santa Madre Chiesa!
AC

"Tutto è grazia. Lo scrivo convintamente, senza ironie.

Persino lo strazio di questa neo-chiesa pseudo-cattolica: è necessario che gli scandali avvengano, anche se Gesù non risparmia un esplicito "guai" a chi li provoca.

Rileggiamoci Matteo 24,9-13 o anche 2 Tm 3,1-9 oppure ancora 2 Pt 2 ...

Ci tocca: Dio è paziente e noi, con la carità che è grazia di Dio e nostra comunione con Lui, dobbiamo renderci disponibili a portare il peso della croce, sulla via crucis della Chiesa.

Gesù non è una specie di befana su scopa o babbonatale su slitta , che porta dolciumi...
Gesù non lo si può festeggiare suonando il campanello e dicendo: "dolcetto o scherzetto?".

Gesù, e la Madonna lo sapeva dall'inizio, tanto da essere avvertita della "spada che le avrebbe trapassato l'anima, per corredimere, è "segno di contraddizione" (Lc 2,34-35).

Gesù, carità perfetta, con la grazia di Dio non copre i peccati, ma trasforma i peccatori!
Gesù, verità, smaschera gli inganni del principe del mondo e non lo serve, pur adulato.
Gesù è Dio: la santa messa è l'offerta di un sacrificio di lode, donando a Lui la nostra vita come Lui ha donato la Sua per noi; siamo lì per la comunione, non per "far comunella".

Perchè oggi il katechon non trattiene più questo spirito immondo che signoreggia il mondo?
Perchè chi dovrebbe esercitare il ruolo di katechon non istruisce più il gregge?

Forse perchè è stato tolto di mezzo: 2 Ts 2,6-12
Beh, in tal caso, pur con tutta l'amarezza e il dolore nel vedere devastata -almeno nelle strutture gerarchiche e nelle strutture catechetiche e liturgiche- la Chiesa, nostra madre che ci ha generati alla fede, ci resti il vangelo: non tutto vien per nuocere...

Alzate il capo, la vostra redenzione è vicina! (Lc 21,28).
Restiamo saldi in Cristo (Col 2,7): eu-charis-tici... pregando Dio con la ke-charitomene...

Tutto è grazia, anche se chi pecca e fa mercato del tempio è una dis-grazia..."

sabato 13 agosto 2016

Quarto Pellegrinaggio all'Aurora dell’Assunta a Grottammare Alta, preghiere di esorcismo per il sacrilegio satanico a Oklahoma City (USA)

Quarto Pellegrinaggio all'Aurora dell’Assunta a Grottammare Alta Città di Papa Sisto V. 

Preghiere di riparazione per l'orrendo sacrilegio satanico a Oklahoma City (USA) - v. QUI -

Dal 2013 è stata ripristinata l’antica tradizione del Pellegrinaggio e della Santa Messa all’alba dell’Assunta a Grottammare.
Un'antica usanza che le famiglie facevano, spesso a piedi, dai vari centri del territorio recandosi al Paese alto per poi assistere alla Santa Messa.
Anche quest'anno Lunedì 15 Agosto, Solennità della Santissima Madre di Dio Assunta in Cielo, si svolgerà la processione mariana dalla Chiesa di Sant'Agostino alla Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista in Piazza Peretti nel Vecchio Incasato di Grottammare Alta dove sarà celebrata la Santa Messa Cantata nel venerabile rito romano antico disciplinato dal Motu Proprio Summorum Pontificum in Canto Gregoriano e con i canti tradizionali mariani tanto cari ai fedeli. 
Orario ( Lunedì 15 agosto):
- Piazzale della Chiesa di Sant'Agostino ore 5,10 ritrovo, inizio della Processione Mariana , canto delle Litanie Lauretane .
- Chiesa di San Giovanni, piazza principale, ore 5,45 Santa Messa in canto nel venerabile rito antico preceduta dalle preghiere di riparazione per tutte le cattiverie e i peccati contro Dio ed in particolare per l'atto satanico a Oklahoma City .
Si ringrazia il Rev.do Don Giorgio Carini Parroco di Grottammare Alta, sempre generoso nell'accoglienza e nella carità, e l'Amministrazione Comunale di Grottammare nella persona del Sindaco Dott. Enrico Piergallini che ha concesso il Patrocinio per il Quarto Pellegrinaggio.

( Da MiL Messainlatino.it )