mercoledì 23 luglio 2014

Venerdì 1 agosto : giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani perseguitati in Iraq e in Medio Oriente

Venerdì 1 agosto è il giorno scelto ( per iniziativa dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP fatto proprio conseguentemente da alcuni Gruppi Stabili ) per una giornata mondiale di pubblica Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento nella supplica per i nostri fratelli perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente:

si chiede di dedicare Venerdì 1 Agosto ad una giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani che soffrono terribili persecuzioni in Iraq, Siria e altrove in Medio Oriente.

Il 1 agosto è il primo Venerdì del mese e la festa di San Pietro in Vincoli : "la festa in cui leggiamo del grande potere della preghiera perseverante dei membri della Chiesa: "Pietro dunque era tenuto in carcere. Ma la preghiera è stata fatta incessantemente dalla Chiesa a Dio per lui. "(Atti 00:05)

Questa festa del Principe degli Apostoli in Vincoli deve essere un invito ai fedeli ad unirsi insieme nella preghiera supplicando la Santissima Trinità che i nostri fratelli, membri del Corpo Mistico della Chiesa, possano perseverare nella fede, e che, come San Pietro, siano presto liberati dalla terribile persecuzione di cui sono vittime innocenti.
Possa tale giorno servire come memoria per tutti noi : il forte contrasto che si frappone tra i nostri giorni di vacanza e di giusta spensieratezza e la loro lotta quotidiana per la sopravvivenza in cui sono uccisi o esiliati dalle loro case.


E ' un giorno scelto con saggezza: ci affratella nella preghiera comune con tutti i nostri fratelli cattolici, dell’Est e dell’Ovest qualsiasi siano le sfumature liturgiche o pastorali .
Se ti consideri semplicemente un cattolico unisciti nella preghiera e nella penitenza : anche nell’intimità della tua casa, se ti è difficile raggiungere una chiesa. La comune preghiera in questa Adorazione mondiale di Nostro Signore Gesù Cristo, insieme a tutti gli Angeli ed ai Santi sarà il più prezioso contributo per i cristiani che soffrono la persecuzione e la violenza nel Medio Oriente .

lunedì 21 luglio 2014

Confondere l'Isil con tutto l'Islam è un errore...Non guardiamo solo al boia, ma anche ai suoi mandanti, ai suoi oggettivi alleati

Fra i benefici che offre Internet  nei blog ( seri )  c'è la lettura e la condivisione dei  commenti  ai vari post alcuni dei quali sono veramente interessanti.
Ho copiato ed incollato alcuni "commenti " del post di  Chiesa e post concilio ( domenica 20 luglio ) con l'appello di Shlemon Warduni, vice Patriarca della Chiesa caldea in Iraq,  “ Tutti coloro che hanno un potere in Iraq e nel mondo intervengano per salvare i cristiani di Mosul, depredati e scacciati dalla città ” . Alcuni, ma non tutti, sono dell'intelligente ed arguto osservatore che si firma " Silente " e possono farci riflettere in modo meno impulsivo e più costruttivo sul dramma che i nostri Fratelli nella Fede stanno vivendo soprattutto nella martoriata nazione iracheca.
Che il Signore assista quelle sventurate residue famiglie cristiane in quest'ora di prova e di dolore !
Andrea Carradori


" Confondere l'Isil con tutto l'Islam è un errore.. 
E' vero. 
L'Isil è l'espressione di una corrente minoritaria dell'Islam sunnita. 
Condannata dal "mainstream" sunnita, per non parlare poi dell'Islam scita. 
Però è appoggiata e finanziata da paesi quali l'Arabia Saudita. 
Che l'Islam sia più complesso, diversificato e articolato di quanti certi rozzi "islamofobi" mondialisti raccontino - in nome di un odio per tutto ciò che è tradizionale, religioso e sacrale - è vero.

Però, con tutto il rispetto e la stima per il bravo Franco Cardini, che giustamente, da sempre, mette in guardia contro l' "islamofobia", i cristiani in Medio Oriente stanno morendo per mano dei musulmani (anche se dietro, forse...).

Israele e il suo protettore, gli USA (o è viceversa?) hanno tutto l'interesse a destabilizzare gli stati arabi "non allineati". 

L'attacco all'Iraq, alla Siria e alla Libia lo dimostrano. 
Israele vuole "vicini" arabi deboli, instabili, tribalizzati, incapaci di qualsiasi politica di difesa del popolo palestinese. 
Per cui, per gli USA e Israele, ben vengano presunti, autoproclamati "califfi" non riconosciuti da nessuno (la "teologia politica" musulmana è più complessa, seria e dottrinalmente sofisticata, ancorché diversificata in scuole diverse, di quanto pensiamo).

E cosa importa se ciò implica la persecuzione dei cristiani che colà vivono da sempre, cosa importa il loro massacro, cosa importa la pulizia etnica, cosa importa la distruzione di chiese, monasteri, biblioteche millenarie?... 


D'altronde, si sa che Israele non ama i cristiani. 
Chiunque sia stato pellegrino in Terra Santa, sa che certi quartieri della Gerusalemme occupata sono vietati ai fedeli cristiani. 
Pena aggressioni, sassate, insulti da parte degli ebrei "ortodossi". 
Per quanto riguarda gli USA, cosa importa a un "cristiano rinato" di Milwaukee di un siro-cattolico di Mosul? 
Non sa dove sia, Mosul e non sa dove sia neppure l'Iraq. 
E, ovviamente, alle lobby supercapitaliste che governano gli USA dei cristiani del Medio Oriente non frega nulla. 
Anzi, sono oggettivi ostacoli alla globalizzazione omologante e laicista.

L'Europa è inesistente e in preda alle medesime lobby anticristiane. 

La Chiesa, che un tempo avrebbe proclamato la Crociata (e nessun imbecille osi dire: "i tempi sono cambiati"), osa deboli, formali belati, conditi con vili appelli alla non-violenza, al dialogo e a una pace impossibile. 

D'altronde, l'irenismo e il pacifismo sono una componente della strategia distruttiva del modernismo. 
Però, per favore, quando le millenarie comunità cristiane del Medio Oriente saranno state distrutte, nessuno accusi solo un soi disant califfo che, se non fosse crudele e assassino, sarebbe solo ridicolo. 
Chi lo ha armato? 
Chi lo ha foraggiato? 
A chi giova la sua malvagità? 
Non guardiamo solo al boia, ma anche ai suoi mandanti, ai suoi oggettivi alleati e sodali e a chi, per irenistica viltà, non reagisce.

Una particolare vicinanza ai nostri fratelli cristiani/cattolici che stanno affrontando una prova terribile, che il Signore li aiuti a mantenere la fede pur davanti a tanta crudeltà. 
A proposito di quello che sta succedendo nei vari paesi arabi vorrei dire che sono davvero stufa di vedere che poco o nulla si muove in Vaticano su questa tragedia e purtroppo devo dire anche da parte di Papa Francesco. 
Vorrei pregarlo di smetterla di preoccuparsi degli altri, dei vari lontani dalla Chiesa, di preoccuparsi di andare a trovare pastori evangelici e via dicendo ma si concentri a confermare nella fede le pecorelle cattoliche che gli sono state affidate, che faccia sentire la sua vicinanza a questi fratelli nel dolore. 
Per l’evangelizzazione degli atei e l’ecumenismo ci sono i vari pastori e le varie congregazioni, secondo me non è il Papa che deve per primo mettersi in questo campo ma principalmente il Papa deve occuparsi del suo gregge. 


Che occupi il suo tempo non per andare a Caserta a trovare un suo amico, evangelico per di più ( ma è solo l’ultima trovata ) e convochi invece gli ambasciatori in Vaticano ed usi la sua popolarità ( almeno servirebbe a qualche cosa di positivo ) per fare pressioni a chi comanda e tiene le redini a smuoversi e trovare finalmente una soluzione. 


Per gli ebrei e mussulmani lo ha fatto ecco vorrei tanto che lo facesse anche per i nostri fratelli cattolici, magari meglio, non solo per far felice i media e piantare qualche pianta ma per trovare soluzioni vere. 
La diplomazia vaticana ha dimostrato in passato di saper lavorare bene. 
Questo mi aspetto da un Papa, mi aspetto che annulli questa visita inutile al suo amico ed occupi invece questo tempo per cercare di far sentire la sua vicinanza ai nostri fratelli nel dolore. 

Credo che, con tutto il rispetto per la massima autorita' religiosa egiizana, i guerrieri del Califfato, come queli anti Assad, coem gli hezbollah, Hamas, ecc., SE NE FREGANO ALTAMENTE. 

Cosi come tutti quei ragazzi che dalla Francia, Inghilterra, Olanda, Germania, ecc, vanno in Siria e nel Califfato per combattere.

Cosi come i manifestanti anti Isarele in questi giorni a Parigi ed altrove, hanno attaccato al polizia, hanno bruciato cassonetti ed auto, hanno divelto il manto stradale e lanciato " sanpietrini" ...ad ebrei? 
No, a cristiani, i poliziotti.

Quando vedremo le massime autorita' religiose sunnite, scite, saalfite, wananbite, ecc. venire a Roma e a Costantinopoli a chiedere perdono per tutti i cattolici ed ortodossi uccisi, violentati, resi schiavi a partire dal VII sec , allora io personalmente credero' che l'Islam e' una religione di pace, nonostante le sure coraniche che dicono il contrario, compresa quella pronunciata in Vaticano davanti a quell' ingenuo (eufemismo) Papa.

Se avessero segnato le case di ebrei, bruciato una sinagoga , o altro, gli USA ed il mondo intero sarebbero scesi in piazza. Siccome invece si tratta di cristiani orientali, sirii, ortodossi, cattolici, NON protestanti, tutto tace dalle parti del NYT e Washington Post...
Secondo alcuni, tra l' altro, questo Califfato sarebbe stato concepito proprio oltre Oceano ... "

giovedì 17 luglio 2014

La Santa Chiesa Cattolica, precedendo e superando ogni sua manifestazione particolare e temporale, riceve la corona di gloria dal Suo Signore.

Qualcuno si chiederà perchè proprio a commento visivo di un dolente articolo sulla tristissima situazione in cui verte la Santa Chiesa in questi confusi giorni abbiamo messo l'immagine di due Angeli che portano la corona di gloria che sormonta l'Altare.
La spiegazione è vecchia di 2000 anni ...
L'unica Chiesa di Cristo Signore, al di fuori della quale non c'è salvezza, riceve dal Suo Signore la corona di gloria perchè, in virtù dell'assistenza dello Spirito Santo e per il Sacro Tesoro della  Grazia Divina, resiste agli attacchi troppo spesso provocati dagli stessi uomini di Chiesa.
Non esiste infatti nel  mondo antico e moderno una struttura, un'organizzazione , un'ideologia, un regno, una repubblica che pur ricevendo all'interno ed all'esterno dei colpi tremendi e mortali riesce non solo a navigare ma  a suscitare ammirazione su tutti coloro che avendo un cuore puro sono alla ricerca della Verità e della Pace .
Non dimentichiamo infatti  mai :  "  ... come in tutta la storia della Chiesa e il Signore sembrava dormire. 
Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua e non la lascia affondare”.


Gli eventi  si susseguono velocissimamente tanto che non ci danno neppure tempo di pensare ...
Ci affidiamo per questo ad un coraggioso uomo di fede : Antonio Socci che in un lucido articolo commenta la "questione" della famosa ( prima ) intervista ( chiamiamola Scalfari1 visto che purtroppo ce n'è stata un'altra - Scalfari2).
La prima intervista ( Scalfari1)   era stata pubblicata pure sul sito ufficiale della Santa Sede  come atto del magistero papale nell'ottobre 2013; poi era stata ritirata dal sito fino ad ieri 16 luglio ( festa della Madonna del Monte Carmelo)   quando è inspiegabilmente ricompasa . 
Oggi  17 luglio è stata nuovamente ritirata dal sito ufficiale della Santa Sede.
Cosa c'è di spirituale e di devozionale in tutta questa strategia della tensione
Lasciamo la risposta ad Antonio Socci.
Evidenzieremo su Messainlatino il dignitoso coraggio di un Vescovo  degno pastore delle pecorelle che sono state affidate alle sue cure pastorali : S.E.R. Mons. Giovanni D’Alise , Vescovo di Caserta ( QUI ) .

A.C.


Che papocchio!!!! COLPO BASSO IN VATICANO DEI TIFOSI DI “PAPA SCALFARI”

Ma cosa sta succedendo in Vaticano? C’è qualche buontempone che si diverte a sabotare papa Bergoglio o si tratta di una specie di autosabotaggio? E’ in corso addirittura una tacita e inaudita sfida di Francesco ai suoi critici?

Il Vaticano è appena uscito – assai malconcio – dall’incidente di domenica scorsa, ovvero la seconda intervista del papa a Scalfari che padre Federico Lombardi – portavoce della Santa Sede – ha dovuto smentire sui punti più importanti, a velocità supersonica, anche per la sollevazione dei cardinali, nella stessa mattina di domenica, e ora si apre un nuovo caso ancora più clamoroso.

Ricordate la prima intervista a Scalfari, quella esplosiva del 1° ottobre scorso?

Non solo viene riproposta dal sito ufficiale del Vaticano, ma addirittura fra i “discorsi” ufficiali del Papa, quindi promossa – se ben capiamo – ad atto magisteriale. Un fatto a dir poco dirompente…

Ricordiamo anzitutto i fatti. In quell’intervista il giornalista attribuiva al papa dichiarazioni così clamorose e temerarie che esplose lo sconcerto di molti cattolici e l’imbarazzo del mondo ecclesiastico.

In Vaticano ci misero un po’ a capire cosa fare perché l’indomani – il 2 ottobre – l’intervista fu addirittura ripubblicata dall’Osservatore romano. Sembra che il Papa stesso non abbia gradito questa iniziativa.

Padre Lombardi in quei giorni cercò di tamponare lo sconcerto generale affermando che il Papa non aveva rivisto personalmente il testo (che tuttavia Scalfari aveva inviato alla Santa Sede per la verifica).

La stessa testata ultrabergogliana “Vatican Insider” ha riconosciuto che “in effetti l’articolo conteneva espressioni difficilmente attribuibili a Papa Francesco”.

Ma la presa di distanza ufficiale tardò molte settimane e parve assai imbarazzata. Arrivò il 15 novembre quando fu decisa la cancellazione di quel testo dal sito ufficiale del papa e del Vaticano (www.vatican.va).

In quell’occasione padre Lombardi si arrampicò sugli specchi spiegando che “l’intervista è attendibile in senso generale, ma non nelle singole valutazioni: per questo si è ritenuto di non farne un testo consultabile sul sito della Santa Sede. In sostanza, togliendola si è fatta una messa a punto della natura di quel testo. C’era qualche equivoco e dibattito sul suo valore. Lo ha deciso la Segreteria di Stato”.

Ricordiamo le dichiarazioni più dirompenti contenute nell’intervista. Scalfari attribuiva al Papa questa incredibile dichiarazione. Alla domanda se esiste un Bene oggettivo e chi lo stabilisce, il Papa avrebbe risposto: “Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene… Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce”.

Queste parole, che contraddicono duemila anni di Magistero della Chiesa e la Sacra Scrittura (basti pensare al Decalogo dato da Dio a Mosè), di per sé potrebbero essere usate arbitrariamente da chiunque per giustificare i propri atti, anche da Stalin o da Hitler. Anche loro – con i loro crimini – perseguivano la loro (perversa) idea di bene e di male.

C’erano poi altre affermazioni sconcertanti attribuite al papa: il proselitismo come “solenne sciocchezza”, la risposta evasiva sulla condanna della Teologia della liberazione fatta da papa Wojtyla, la frase: “io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio”.

Oppure il giudizio pesantissimo sui suoi predecessori (“i Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato”), che somiglia a un autogol perché se c’è un papa lusingato da tutti è proprio Bergoglio (e ognuno ha i suoi cortigiani).

Ora tutto questa intervista, da cui il Vaticano aveva preso le distanze, viene rilanciata dallo stesso sito vaticano che l’aveva cancellata.

Per volere di chi dal momento che tale rimozione era stata decisa dalla Segreteria di Stato? Sopra la Segreteria di Stato c’è soltanto il Papa. E’ lui che ha voluto il rilancio? E per quale motivo questo ripensamento? Chi sta sfidando? I cardinali? E perché?

Infine la questione più scottante. L’intervista non è riproposta – come si potrebbe pensare – in una sorta di rassegna stampa. Bensì nella parte del magistero papale, fra i Discorsi.

Tutto questo aggrava enormemente la cosa. Infatti padre Lombardi, quando motivò la cancellazione dell’intervista dal sito vaticano, spiegò che non si volevano creare equivoci non trattandosi in quel caso di magistero papale: “In sostanza” disse “togliendola si è fatta una messa a punto della natura di quel testo. C’era qualche equivoco e dibattito sul suo valore. Lo ha deciso la Segreteria di Stato”.

Quell’intervento dunque non poteva definirsi “stricto sensu” magistero. E adesso? E’ di nuovo cambiato tutto?

E quelle “avventurose” affermazioni attribuite al Papa, per esempio sul concetto di bene e di male, dovrebbero essere seguite come magistero quando contraddicono platealmente tutto il magistero di sempre della Chiesa e la Sacra Scrittura?

Sappiamo che i papi non sono sovrani assoluti. Come insegna dogmaticamente il Concilio Vaticano I, devono agire dentro un limite ben segnato: essi sono chiamati a custodire il “depositum fidei” e consegnarlo intatto ai successori. Non possono inventarlo o rinnegarlo (anche in parte) o stravolgerlo.

Come ha sempre ripetuto Benedetto XVI – la Chiesa appartiene a Cristo e non ai papi. Proprio perché compito di ogni pontefice è custodire il “depositum fidei”, come a lui consegnato, la tradizione nella Chiesa è vincolante. Il magistero di ogni papa deve inserirsi nell’insieme del magistero di sempre della Chiesa.

Questo è il problema a cui papa Bergoglio deve dare risposta.



Antonio Socci

Fonte : 
Da “Libero”, 17 luglio 2014

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale



martedì 15 luglio 2014

Alla Tradizione manca coesione ed organizzazione ( M. Bongi)




Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Marco Bongi  pregando il Signore affinchè non si debba un giorno condividerne l'intero contenuto.
Maria, Madre della Chiesa, prega per noi !
Andrea Carradori



Molti amici mi hanno chiesto, in questi ultimi tempi, perchè i miei articoli si sono notevolmente diradati. 


Certo ci sono gli impegni della vita quotidiana e le conseguenti difficoltà nel trovare il tempo per scrivere. 


Ma francamente mentirei se negassi che un certo senso di frustrazione si stia anche annidando nella mia penna, una sorta di acuta tristezza  nel dover seguire, con continuità, i diuturni episodi che compongono un quadro ormai chiaro ed inequivocabile, per chi almeno non teme di guardare in faccia la realtà cercando di essere, il più possibile, onesto con sè stesso. 



Ogni giorno un'esternazione oggettivamente scandalosa, ogni giorno una ulteriore conferma della terribile crisi in cui siamo immersi. 
Vescovi "cattolici" che si oppongono al Crocifisso, altri Vescovi che "non si riconoscono" in chi prega il S. Rosario in riparazione del crimine di aborto, Commissari Apostolici che si impegnano a proibire la preghiera notturna nei conventi, Presidenti di Conferenze Episcopali pronti a vietare le processioni in onore della Madonna e, sopra tutti costoro, un Pontefice che non è nessuno per giudicare..., salvo poi anatemizzare, subito dopo e con disarmante pressapochismo, mafiosi, sostenitori di un'immigrazione controllata, datori di lavoro che non assumono i disocchupati e, sopra di tutti, quei "pelagiani" di tradizionalisti. 



Ammiro francamente chi ha la forza di seguire, con costanza e meticolosità, l'evoluzione della frana, sia sul piano politico-sociale, sia, soprattutto, in ambito ecclesiale. 

Leggo con regolarità i loro lucidi e documentati articoli, elogio il loro coraggio e la pazienza certosina con cui ci relazionano sullavanzare della valanga.

Ritengo tuttavia che, prima o poi, si dovrà necessariamente passare, in qualche modo, dalla mera teoria all'azione pratica. 


Non che la denuncia, specialmente se ben argomentata, non sia utile. 
Essa certamente contribuisce a creare il sostrato culturale indispensabile ad ogni azione coerente e ben strutturata.  



Ma la cultura, insieme ovviamente alla preghiera, devono poi tradursi in qualcosa di più concreto e quì..., scusatemi la franchezza, casca l'asino e si palesa inequivocabilmente il carattere del mondo tradizionalista italiano. 


Abbiamo, in altre parole, molti, e ben vengano, tradizionalisti da "tastiera" o da "conferenza", assai meno disposti a muoversi, ad organizzare iniziative concrete, a mettersi in gioco fino in fondo.

Ma, penso, più si andrà avanti, meno ci sarà la possibilità di nascondersi o di trovare compromessi all'italiana.



Mi permetto di fare, in tal senso, qualche piccolo esempio:



- Criticare la lobby omosessualista sarà sempre più difficile e rischioso. 
Nessuno potrà sperare di salvare una carriera politica, universitaria, giornalistica od ecclesiastica se decidesse di proclamare con chiarezza la Verità su questi temi. 
Chi è disposto a sacrificare tutto ciò in nome dell'autentica Dottrina morale?



- I medici obiettori di coscienza su aborto, inseminazione artificiale, utilizzo di cellule staminali embrionali  ed eutanasia saranno sempre più esposti, oltre che all'emarginazione professionale, anche a sentenze pilotate di condanna. 
Quanti saranno coloro che sapranno resistere?



- Gli insegnanti che oseranno opporsi ai nuovi orientamenti didattici in materia di "educazione" sessuale dovranno senza dubbio fare i conti con ordini superiori vessatori e costrittivi. 
Avranno la tempra per combatterli a viso aperto?   




Questo sarà, con tutta probabilità, il futuro dei laici ma, anche per i chierici fedeli, non si prospetta sorte migliore. 


E' assolutamente evidente infatti, e solo i più ottusi "normalisti" possono arrampicarsi sui vetri per sostenere il contrario, che la Chiesa Cattolica è oggi occupata da una mandria di lupi travestiti da pastori. ( Noi non condividiamo ovviamente questa frase e siamo orgogliosi di essere annoverati nelle disprezzate file dei cosiddetti " normalisti " N.d.R.)


Non so se costoro siano guidati dalla massoneria, dalla debolezza o semplicemente dall'ignoranza. 
Poco importa da dove arrivino, il fatto chiarissimo è che sempre meno uomini di Chiesa hanno la Fede.

La S. Chiesa certo non è morta, ciò non potrebbe infatti mai avvenire, ma la Sua vera essenza sopravvive, a fatica, sotto la cenere delle persecuzioni.   

Questo è, in fin dei conti, il vero motivo che suscita un odio così viscerale contro i pochi Cattolici autentici che hanno il coraggio di denunciare la deriva contemporanea. 
Tale odio nasce dalla consapevolezza che lì continua a sopravvivere, al di là di tutto, la Sposa di Cristo, pronta al martirio e decisa a seguire, contro tutto e contro tutti, l'unica Via, Verità e Vita. 




Scrivo tutto ciò, con evidente amarezza ma non con pessimismo. 
Voglio soltanto mostrare come diventi urgente, ogni giorno di più, mantenere salda la Fede, ravvivare la preghiera ma anche, elemento non sempre sottolineato a sufficienza, organizzare concretamente la resistenza, in vista di un sicuro futuro contrattacco.

Del resto... proprio questo fu, a mio parere, uno dei meriti più straordinari di mons. Lefebvre.

Egli mantenne certo integra la Fede, ma molti altri la difesero negli anni del post-concilio; egli scrisse molti bei libri, ma gli scrittori autenticamente Cattolici non vennero mai meno; egli continuò a celebrare la S. Messa di sempre, ma anche altri Vescovi continuarono a celebrarla, sia pur saltuariamente, in quegli anni difficili.

 

Ma mons. Marcel Lefebvre fu comunque l'unico a saper organizzare una struttura grande, ramificata e solida, fu l'unico a saper distinguere il significato della vera battaglia rispetto alle tante beghe di cortile in cui purtroppo i tradizionalisti sono maestri, fu l'unico che riuscì a rendere davvero "cattolico", e cioè universale, il livello dello scontro. 


Disseminò il mondo intero di fortilizi dove poteva aggregarsi la resistenza, non cedette alla lusinga del "piccolo è bello" e tutti gli altri sono fuori strada, fu l'unico, in definitiva, sia pur assediato da tutte le parti, a rifuggire con estrema decisione il pericolo dello spirito settario.

Oggi abbiamo ancor più bisogno di simili Pastori. 
Abbiamo bisogno assoluto di un Vescovo, di un Cardinale, di un Superiore Maggiore che sappiano dire basta...! 


Questo non lo posso accettare..., fatemi quello che volete ma non ho paura... 
Chissà quando avverrà una cosa simile?





Marco BONGi 

lunedì 14 luglio 2014

Ordinazione Episcopale di Mons. Nazzareno Marconi, nuovo Vescovo di Macerata,Tolentino,Recanati, Cingoli, Treia

È in una gremita cattedrale di Città di Castello, sua città natale, che domenica pomeriggio monsignor Nazzareno Marconi, nominato vescovo di Macerata da Papa Francesco lo scorso 3 giugno, ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel corso di una solenne cerimonia presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
Al suo fianco Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, e Claudio Giuliodori, attuale amministratore apostolico della diocesi di Macerata.
( Fra i concelebranti il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze N.d.R.).
Un momento di festa sia per la cittadina marchigiana, dalla quale sono arrivati oltre 200 fedeli con i pullman organizzati dalla diocesi, che per Città di Castello.

Chiesa da restaurare «La Chiesa – ha detto il neo-vescovo nel suo intervento alla fine della lunga cerimonia – va tutta restaurata e lo spirito ci aiuta. Andiamo avanti con coraggio».
Un Marconi ovviamente emozionato («posso anche commuovermi, ma la zucca ce l’ho dura») e che ha nuovamente usato la metafora del restauro: «Quello che è successo – osserva – è un bel regalo del Signore, che mi ha fatto vedere tante volte un altro regalo, quello del restauro.
Penso alla nostra Madonna di Raffaello ( A noi è sembrato di udire Madonna di Donatello N.d.R.) , o al seminario regionale.
Tutto ciò ci insegna che sotto quello che consideriamo ‘brutto’ c’è sempre qualcosa di bello».

Fonte : Umbria24

Su Messa in latino l'Omelia del Cardinale Gualtiero Bassetti

sabato 12 luglio 2014

L'effetto " maraviglia " nella devozione e nella tradizione liturgica

Spesso nel neonato movimento tradizional-liturgico si criticano " clamans voce " forme ed iniziative " moderne " che allo scopo di rafforzare la fede individuale o di gruppo si avvalgono di supporti del mondo dello spettacolo attuale ( luci, effetto laser ecc ecc.)
Forse dovremmo stare un poco zitti ... perchè la Chiesa si è sempre, quindi tradizionalmente, avvalsa delle scariche emotive e dei brividi anche nel passato : dagli "ascensori" per l'innalzamento di statue e persino dell'Ostensorio alle meravigliose macchine barocche. 
Chi non ha mai ammirato , dove sono rimasti, un tendone "baroccheggiante"  sormontato da una corona in occasione delle Quarantore  o per una festa patronale  ?
Nel nostro glorioso sud Italia il barocco non è mai morto e supporta orgogliosamente la religiosità popolare soprattutto nelle feste cittadine.
La para-liturgia cattolica non teme le novità anzi le supera e se appropria legittimamente e con sorprendente rapidità , com'è avvenuto con luce elettrica e le lampadine, impiegate nella liturgia, soppiantarono le candele sia nelle Quarantore delle chiese di campagna che in quelle cittadine.
La Chiesa si è servita del devoto sensazionalismo iconografico e arredativo per affermare le verità di fede nei fedeli che non erano alfabetizzati.
I risultati si sono visti !
Certamente taluni liturgisti di calvinista, severa impostazione mentale hanno in euguale odio sia le forme antiche che quelle moderne.
Allo scopo di riaffermare il diritto primogenitale del cattolicesimo a servirsi del sensazionalismo umano per aumentare l'adorazione al Santissimo Sacramento e la devozione in generale noi osserviamo, spesso con malcelata ammirazione, che una analoga metodologia dei Santi della contro-riforma cattolica , è stata adottata da alcuni gruppi ecclesiali particolarmente attivi in senso missionario presso la gioventù ormai de-cristianizzata.
Ovviamente " in nomine Ecclesiae " rifuggiamo come la peste tutto ciò che illegittimamente ed in maniera blasfema viene portato nel Tempio Santo di Dio pur appartenendo al mondo profano ( musica pop-rock; abbigliamento e gestualità - sconce - dei giovani; balletti & similia ... )e su questo recente scellerato modo di procedere da parte dei " moderni " dissacratori del Tempio invochiamo all'avvento dei novelli Maccabei .
Vogliamo però riaffermare il concetto che la Chiesa Cattolica , che detiene il possesso esclusivo della verità, è in grado legittimamente di far proprie quelle forme esteriori " moderne " quando sono in grado di rafforzare e riaffermare le sacrosante verità cattoliche soprattutto della Presenza Reale nelle Specie Eucaristiche , della santa devozione delle Reliquie e delle Sacre Immagini della Madonna e dei Santi.

martedì 8 luglio 2014

“ La guerra è sulla Liturgia” !

La guerra è sulla Liturgia ” !
Ed è giusto che la guerra sia lì, sulla liturgia, perché il nodo vitale è lì. 
LA LITURGIA E' TUTTO. 
Chi non lo capisce, prete o laico, farà solo la rovina della Tradizione
Ci sono sempre dei fratelli nella fede ( tradizionale ) che spesso ammoniscono  : La Liturgia non è tutto ...
" Non sarà –tutto-; ma è la fonte e il culmine della Fede! Da essa tutto parte e in essa tutto confluisce! “ .

Oltretutto nella nebbiosa situazione attuale in cui verte la Chiesa dobbiamo dedicare ogni parte del nostro ego alla preghiera e alla Liturgia per la salvezza delle nostre anime e per riscattarci, nella perfetta umiltà, da ogni tentazione di autosufficienza e di gestione fai-da-te delle cose ecclesiali.

" La guerra è sulla liturgia " anche perchè la Liturgia è stata opportunamente travisata negli studi di formazione dei Seminari tanto che per i chierici è luogo comune che l'azione liturgica deve essere rivolta quasi esclusivamente alla comunità ( invece che a Dio).
Su alcuni aspetti dei principi , cosiddetti non negoziabili, ci potrà essere una totale convergenza con ampi settori ecclesiali ma sulla Liturgia no.
Il leitmotiv più diffuso è quello che il Sacerdote deve essere il principale “animatore” della Comunità  attirando l’attenzione dei fedeli in una sorta di continuata ricerca di “sensazionalismo” ( anche camuffato da falso misticismo o da miracolismo ) che schiaccia ogni forma di residua devozione e soprattutto di spinta verticale verso l’Alto. 

" Che molti preti pensino che la Messa è per il popolo e non per Dio è purtroppo una cosa reale : mettere l'antropocentrismo nel luogo del teocentrismo, equivale a lasciare la teologia e la liturgia senza vestiti ".

E' anche vero, come ha scritto un Sacerdote di frontiera - impegnato nell'incardinazione del Motu Proprio Summorum Pontificum nella sua Parrocchia - che spesso i cosiddetti " tradizionalisti " sono i principali nemici ( de facto) della missionarietà della Messa nell’antico rito della Chiesa . 

Abbiamo visto che dove regna lo spirito missionario della Messa antica ( prendasi ad esempio l’azione pastorale-liturgica della FSSPX )  i fedeli aumentano considerevolmente onorando il precetto festivo con la loro coerenza di vita. 

" Chi appartiene al Signore, ama e vive la - bella liturgia in latino- , che è bella perché Bello e Vero è il Signore che ce l'ha consegnata, mentre il latino la esprime nella lingua sacra della Chiesa cattolica apostolica romana.

E da questo nasce l'autentica preoccupazione e cura per tutte le povertà del corpo e dello spirito...

Ricordo, anche, che la "povertà evangelica" non è quella materiale, che pure non trascuriamo ( le "opere di misericordia corporali" la Chiesa non le ha sempre solo insegnate ma anche promosse e realizzate), ma è la povertà dei "poveri in spirito": cioè di coloro che, davanti al Signore, si riconoscono carenti e dunque bisognosi di aiuto e lo chiedono.

Guardi un po' che dinamismo interiore (altro che buonismo pauperista!), prima che esteriore ci viene richiesto dalla Verità, che è il Signore, Vivo e Vero, presente nella Sua Chiesa - a partire dalla "bella celebrazione in latino" e dai sacramenti e che ci interpella e ci salva e ci nutre! 
Le "opere di misericordia corporali" la Chiesa non le ha sempre solo insegnate ma anche promosse e realizzate, insieme alle "opere di misericordia spirituale", che non sono da meno...

Vogliamo fare un bel ripassino?
Opere di misericordia corporali

1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini.
5- Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.
Opere di misericordia spirituali

1. Consigliare i dubbiosi.
2. Insegnare agli ignoranti.
3. Ammonire i peccatori.
4. Consolare gli afflitti.
5. Perdonare le offese.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

E tutte queste cose sono buone e giuste; ma non valgono niente e non siamo in grado di farle, se non è il Signore a inciderle nel nostro cuore con la sua grazia e se non è da lì che partono, non dal pauperismo umanitarista, che trascura la Verità...

La Liturgia - e nella specie il Rito Romano Antico - è il luogo e il tempo privilegiato dell’incontro con Dio.

Il Sacrificio di Cristo (sfociato nella Risurrezione) è l'unica risposta definitiva non solo al bisogno d'amore che è nel cuore di ogni uomo, ma anche sulla necessità della Redenzione, che ci riscatta e ci ricongiunge al Padre, ripristinando l'obbedienza violata ".

Il Motu Proprio sarà apprezzato solo fra qualche anno quando dopo un ulteriore pronunciamento "ex Cathedra" sulla Liturgia oppure “riscoprendo” dai seminari alle parrocchie la Costituzione Conciliare sulla Liturgia : Sacrosantum Concilium, che fin dagli anni '70 aveva messo d'accordo tutti ... anche perchè era stato firmato da tutti i Padri Conciliari... ) .

Sarebbe dunque ora dare alle stampe uno studio che sottolinei la violenza che la gente comune ha dovuto subire ad opera di veri e propri rivoluzionari che nel nome di un innocente Concilio hanno divelto quanto i padri avevano santamente costruito in secoli di fede ... “

Una fedele ha risposto :

Vorrei poter adottare quel pensiero che lava il Concilio Vaticano II di ogni colpa per lo scempio che sarebbe il frutto unicamente di chi lo ha male applicato e-o interpretato.
Vorrei ma non posso.
Non posso perchè la violenza di quello scempio compiuto con una violenza indicibile l`ho subita direttamente, perchè c`ero, perchè mi son vista mostrare la porta dal parroco che dal giorno all`indomani ha vomitato quel che fino al giorno prima celebrava e predicava.
Non posso adottare la versione del "Concilio innocente"

- perchè so che fin dai primi momenti le redini sono state prese in mano dai progressisti, organizzati e efficaci,

-perchè so che sono i progressisti ad aver diretto i lavori, ad aver traghettato il Concilio per partorire alla fine documenti con un linguaggio volutamente ambiguo,

-perchè so che sono alcuni padri conciliari stessi ad aver ammesso che quel linguaggio doveva permettere in seguito le interpretazioni libere di chi lo avrebbe applicato,

-perchè so che quelle che sono definite "errate applicazioni e interpretazioni" sono partite SUBITO dopo il Concilio Vaticano II ad opera di chi conosceva PERFETTAMENTE i documenti per averli studiati e approvati,

nessuna ignoranza dunque ma una volontà deliberata e consapevole di interpretare e applicare quei documenti nel senso voluto dai progressisti, dando alla lettera dei documenti quello spirito che ha dominato la vita della Chiesa portandola là dove si trova oggi.

Se proprio si vuole parlare di "Concilio innocente", si dovrebbe almeno aggiungere che NON erano affatto innocenti coloro che lo hanno diretto, condotto e applicato”.


Un’altra fedele ha sottolineato : “Concordo completamente. 
Ero piccola, ma ricordo perfettamente la "rivoluzione in chiesa" ( liturgia cambiata, arredi sacri e suppellettili svanite, vendute non si sa bene come e a quanto, a chi e per ricavarne cosa ) orridi orpelli da modernariato, prediche infarcite di Maritain, Civiltà Cattolica, Taize...
Per poi meravigliarsi e spaventarsi che il PCI, quell' anno, prendesse tutti quei voti.
Pensate: l' allora mio parroco, dottore in teologia, lasciò che un gruppo di giovani ( a dir il vero 4 o 5 ) che frequentavano la parrocchia ( qui a Milano direbbero l' oratorio…) salissero sul pulpito alla Messa grande di domenica per pronunciare un breve discorso a favore dell' aborto ( c' era il referendum)…”

" La guerra è sulla liturgia "
Guerra che avete perso” ( Ha commentato ironicamente un lettore …)

Anche di Gesù Crocifisso c'è chi diceva che "aveva perso"...
Solo che noi non abbiamo niente da perdere tranne che la nostra anima e quella di coloro che ci sono affidati.
Non è questione di vincere o di perdere, ma di "rimanere" nel Signore e Sua è la vittoria!

( Mi sono avvalso di alcuni commenti sul post di Chiesa e post Concilio : "Settimo anniversario del Summorum Pontificum. La guerra è sulla liturgia"
Ringrazio di cuore la Redazione di quel pregevole blog : per la fede coerente e luminosa che anche in questa specifica occasione ha infuso nei nostri provati e sofferenti cuori ).

Christus vincit ! Semper !