mercoledì 26 aprile 2017

La papolatria è dannosa per la Fede. Il Papa sarebbe il primo a rattristarsi per questo !

Non ci stancheremo mai di scrivere che la preghiera è l'unico modo per esprimere al Papa il nostro affetto e anche la nostra compartecipazione spirituale alle Sue fatiche quotidiane per governare la Barca della Chiesa specie quando si trova a navigare fra le tempeste della storia.

Questo è il tradizionale "sentire cum Ecclesia" di un normale cattolico.

Questo è il nostro amore verso Papa Francesco, Successore dell'Apostolo Pietro.

Fa parte della tradizione cattolica collocare il ritratto del Papa regnante nelle sagrestie, dove si Sacerdoti si rivestono dei sacri paramenti per celebrare il Santo Sacrificio della Messa.

E' pia e bella consuetudine mettere la foto del Papa nelle aule catechistiche come in ogni altro contesto della vita comunitaria cattolica poichè "Il Papa, Vescovo di Roma e Successore di san Pietro, « è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei Vescovi sia della moltitudine dei fedeli ». 
« Infatti il Romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di Vicario di Cristo e di Pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente ». ( Catechismo della Chiesa Cattolica )

Ogni forma di papolatria, che sia proclamata all'unisono dagli

lunedì 24 aprile 2017

Espoliazione delle chiese: allora « grideranno le pietre»

Domenica in Albis 2017.
Potenza Picena

In occasione dell'esemplare, immediato ripristino post terremoto della Chiesa di Santo Stefano Protomartire (già chiesa conventuale dei Gesuiti dedicata a Sant'Ignazio )    da Benedetto  XIV elevata ad Insigne Collegiata nel 1754 ,   ho postato su un "social " la foto del presbiterio della chiesa illuminato a festa.

Numerosissimi sono stati i "commenti" degli ignari Lettori che hanno veduto, con giusto senso di orrore,  un prebiterio svuotato dell'antico monumentale altare  nonostante le recenti, indiscutibili migliorie  realizzate , non senza sacrifici, dall'attuale Parroco.

Un amico ha infatti scritto " Un minuto di silenzio per lo stupro del presbiterio".
Un altro ha aggiunto "Dio mio! Sembra sventrato"

sabato 22 aprile 2017

La Vedova di un Martire Cristiano "Avete portato mio marito in un posto che non avrei mai potuto nemmeno sognare. Credetemi, sono orgogliosa di lui. E avrei voluto essere lì al suo fianco, credetemi, e ringrazio”

Quale grande testimonianza di fede risuona nelle parole che la povera Vedova ha rivolto  nell'intervista dopo l'uccisione del Marito ad opera degli islamisti nella Cattedrale di Alessandria D'Egitto nella Domenica delle Palme!
Potessimo avere anche noi una così grande fede!
Potessimo avere anche noi un così completo affidamento a Dio e alla Divina Provvidenza!
Martiri cristiani uccisi in "odium fidei" pregate per noi !

Il perdono della vedova copta sconvolge i musulmani
di Benedetta Frigerio

Dodici secondi di silenzio sono quelli dove si è fatto spazio ad una presenza imponente come raramente accade in televisione. 
Dodici secondi che in una trasmissione tv (QUI IL VIDEO) paiono un’eternità ma nel senso letterale del termine. 

Perché è di questa natura, eterna, la sostanza dello squarcio di luce aperto dalla testimonianza di una cristiana copta intervistata da un’emittente araba che ha ammutolito il

mercoledì 19 aprile 2017

Ratzinger: "È ancora troppo grande l’avversione di molti cattolici, insinuata in essi per molti anni, contro la liturgia tradizionale che con sdegno chiamano «preconciliare»"

Il Corriere della Sera ha pubblicato Sabato Santo scorso un testo inedito di Joseph Ratzinger come  prefazione "all'edizione russa delle opere di Benedetto XVI" ( «Per gli uomini di oggi Dio ha perso il primato») .  
L'articolo si è rapidamente diffuso anche su alcuni siti italiani e stranieri legati alla Liturgia antica.
Su Messainlatino - MiL - ( QUI ) ad esempio, nonostante il giorno festivo e vacanziero di "Pasquetta", l'articolo del Corriere  ha avuto un record di "visite" di Lettori italiani e stranieri.
L'  interesse prioritario ed urgente che i Fedeli riservano alla Sacra Liturgia spazza rapidamente via ogni bla,bla,bla di quella  Gerarchia conservatrice, post-sessantottina, parolaia e ideologicamente "rivoluzionaria".

Il testo ratzingeriano è chiarissimo nella sua santa ispirazione :"Negli anni successivi al Concilio Vaticano II sono nuovamente divenuto consapevole della priorità di Dio e della liturgia divina. 
Il malinteso della riforma liturgica che si è ampiamente diffuso nella Chiesa cattolica portò al mettere sempre più in primo piano l’aspetto dell’istruzione e della propria attività e creatività. 
Il fare degli uomini fece quasi dimenticare la presenza di Dio. 
In una tale situazione divenne sempre più chiaro che l’esistenza della Chiesa vive della giusta celebrazione della liturgia e che la Chiesa è in pericolo quando il primato di Dio non appare più nella liturgia e così nella vita. 
La causa più profonda della crisi che ha sconvolto la Chiesa risiede nell’oscuramento della priorità di Dio nella liturgia. 
Tutto questo mi portò a dedicarmi al tema della liturgia più ampiamente che in passato perché sapevo che il vero rinnovamento della liturgia è una condizione fondamentale per il rinnovamento della Chiesa. "


Il Pastore/Teologo aveva più volte espresso il suo pensiero sulla Liturgia urgentemente prioritario per la buona salute della Chiesa e del popolo santo di Dio!
Lex orandi, lex credendi.

Ricordo, ad esempio, la  "Lettera del 2003, dell'allora Card. Joseph Ratzinger, (nella quale) sostiene, come teologo privato, che in futuro

martedì 18 aprile 2017

Firenze: Pellegrinaggio Sabato 13 Maggio per il Centenario delle Apparizioni di Fatima

Sabato 13 maggio 2017 : tutti a Firenze per il Centenario delle Apparizioni della Madonna di Fatima !

Comunicato congiunto
Coordinamento Toscano Benedetto XVI
Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum

Cari Amici del Populus Summorum Pontificum d’Italia!

Siamo entrati nel centenario delle Apparizioni di Fatima, che la Provvidenza ha voluto far coincidere col decimo anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum, e tutti i cattolici del mondo, in special modo quanti vivono la loro fede al ritmo della liturgia tradizionale, si rivolgono imploranti alla Beata Vergine Maria perché, nel tumulto e nello smarrimento odierni, che non risparmiano nemmeno la Chiesa, voglia affrettare il trionfo del Suo Cuore Immacolato.

In quest’anno così significativo, approssimandosi l’anniversario della prima apparizione ai pastorelli di Fatima, il Coordinamento Toscano Benedetto XVI e il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, certi di interpretare il sentimento di tutti i Coetus fidelium d’Italia, promuovono unitariamente una celebrazione nazionale in onore della B.V.M. di Fatima, che si terrà

sabato 15 aprile 2017

Il Papa:"contemplando e bevendo da questi tre otri nuovi, il lieto Annuncio abbia in noi la pienezza contagiosa che la Madonna trasmette con tutto il suo essere"

Alla vigilia della Santa Pasqua,  pregustando già la gioia della Risurrezione, postiamo l'Omelia di Papa Francesco, Successore dell'Apostolo Pietro,  nella Messa Crismale 2017.  
Orémus et pro beatíssimo Papa nostro Francisco., ut Deus et Dóminus noster, qui elégit eum in órdine episcopátus, salvum atque incólumem custódiat Ecclésiæ suæ sanctæ, ad regéndum pópulum sanctum Dei.

 Tanti auguri di Buona Santa Pasqua!
AC

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
 NELLA SANTA MESSA CRISMALE
Giovedì Santo, 13 aprile 2017
 Basilica Vaticana




«Lo Spirito del Signore è sopra di me; 
/ per questo mi ha consacrato con l’unzione 
/ e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, 
/ a proclamare ai prigionieri la liberazione 
/ e ai ciechi la vista; 
/ a rimettere in libertà gli oppressi» 
(Lc 4,18). 

Il Signore, Unto dallo Spirito, porta il lieto Annuncio ai poveri. Tutto ciò che Gesù annuncia, e anche noi, sacerdoti, è lieto Annuncio

Gioioso della gioia evangelica: di chi è stato unto nei suoi peccati con l’olio del perdono e unto nel suo carisma con l’olio della missione, per ungere gli altri. 

E, al pari di Gesù, il sacerdote rende gioioso l’annuncio con tutta la sua persona. 

Quando predica l’omelia – breve, se possibile – lo fa con la gioia che tocca il cuore della sua gente mediante la Parola con cui il Signore ha toccato lui nella sua preghiera. 

Come ogni discepolo missionario, il sacerdote rende gioioso l’annuncio con tutto il suo essere. 

E, d’altra parte, sono proprio i particolari più piccoli – tutti lo abbiamo sperimentato – quelli che meglio contengono e comunicano la gioia: il particolare di chi fa un piccolo passo in più e fa sì che la misericordia trabocchi nelle terre di nessuno; il particolare di chi si decide a concretizzare e fissa giorno e ora dell’incontro; il particolare di chi lascia, con mite disponibilità, che usino il suo tempo…
Il lieto Annuncio può sembrare semplicemente un altro modo di dire “Vangelo”, come “buona novella”, o “buona notizia”.